Autore: cri

  • Diario da Ramallah – primo giorno

    palestina

    CampiAperti partecipa a un progetto di scambio con realtà agricole palestinesi organizzato dalla ong Overseas. Germana e Angela sono partite sabato 22 febbraio per Ramallah. Ecco  il report del primo giorno di incontri.

    In mattinata siamo andati a parlare con il direttore generale del PAR (Agricolture Development Department). Palazzo elegante, ufficio elegante al sesto piano, segretaria, the e pasticcini… Ci siamo presentati e lui ci ha illustrato le difficolta dei contadini palestinesi (oltre al fatto che gli tolgono la terra, non si possono spostare liberamente nel loro territorio, gli israeliani costruiscono muri intorno ai loro villaggi e prendono le sorgenti per cui non hanno acqua altre quisquilie di questo genere).
    Il mercato e gestito da intermediari  che spesso acquistano prodotti israeliani, che sono abbondanti, belli e a prezzi concorrenziali . I produttori locali hanno aziende molto piccole (spesso meno di mezzo ettaro), senza acqua, senza possibilita di conservazione post raccolta. Non c’e interesse per il bio, sia da parte dei consumatori che dei produttori, che non possono accedere ai mezzi tecnici bio (biopesticidi ecc,) e neanche alla certificazione. C’e interesse per il prodotto locale (chiamato baladi), I consumatori  palestinesi lo scelgono purché abbia un prezzo simile al prodotto israeliano e la stessa.
    Il PARC ha promosso un progetto per il bio, ma e esclusivamente per soddisfarela richiesta per l’esportazione, in pratica I consumatori europei di prodotti del commercio equo chiedono il bio, e quindi loro si stanno attrezzando per produrre olio e cous cous certificati per il commercio equo. Per ridurre I costi di certificazione fanno una certificazione cooperative. In pratica certificano la cooperative la quale si fa garante per I produttori. Comunque non c’e un mercato interno per il bio, mentre ci sono delle possibilita per il prodotto baladi (locale).

    Nel pomeriggio siamo state a Nablus. Per andare da Ramallah a Nablus abbiamo percorso una strada sotto il controllo israeliano, per noi accessibile in quanto appatenenti a una ong. I palestinesi hanno un’altra strada, che viene interrotta dagli israeliani quando gli tira.  Al check point soldatini israeliani annoiatissimi, face da bambini e mitra al collo. Lungo la strada vediamo le colonie istraliane, villette a schiera sulle cime delle colline, recinti tutto intorno, a volte pezzi di uliveto, gli alberi sono vecchi, non possono averli piantati loro chi li ha piantati, o I suoi nipoti, li vede adesso oltre il filo spinato…Vediamo campi coltivati da palestinesi,  colline sassose, a volte terrazzate, con ulivi e alcuni mandorli, adesso fioriti, e nei fondo valle piccoli appezzamenti a cereali o legumi. Tutto senza irrigazione.
    Sulla strada le fermate del bus, la pensilina e per gli israeliani, i palestinesi devono stare a cinquanta metri minimo, non possono neanche avvicinarsi alla fermata, vediamo un giovane palestinese che aspetta il bus da una parte, e il gruppetto di israeliani sotto la pensilina.
    A Nablus passiamo davanti I grandi edifice dell’universita palestinese, tantissimi giovani…Andiamo alla sede dell’YDA, Youth Development Association, una specie di boy scout. Hanno partecipato con Slow Food a Terra Madre e adesso organizzano ogni anno un Terra Madre Day dove cucinano prodotti locali con ricette tradizionali. Fanno lezioni nelle scuole dove parlano di cibi locali e biodiversità. Vorrebbero fare qualcosa per I contadini, vorrebbero fare una sorta di agricoltura urbana nei campi profughi, dove non c’e’ terra. Abbiamo parlato delle nostre esperienze.
    Poi una breve visita a Nablus, al suq e alla citta’ vecchia, bellissima e viva, purtroppo il tempo e’ poco, non possiamo fermarci piu’ a lungo.

  • Ottenere la maternità da bracciante agricola è facile… se sai come fare!

    Io invece non lo sapevo e facile non lo è stato per niente. La bella notizia è che il contratto da bracciante offre una tutela che non immaginavo, visto che basta aver versato almeno 50 giornate l'anno precedente a quello in cui si rimane incinta per poter beneficiare di un'indennità che copre tutti i mesi della gravidanza- dal momento in cui si fa domanda- fino al 7°mese dopo il parto. Però per  destreggiarsi nel labirinto della burocrazia ecco qualche suggerimento se scopri di essere incinta:

    1.    Se lavori in un'azienda agricola e svolgi mansioni considerate incompatibili con la gravidanza (movimentazione carichi superiori a 5 kg, esposizione a temperature sfavorevoli, mantenimento prolungato della posizione eretta..) e non è possibile cambiare le tue mansioni NON PUOI CONTINUARE A LAVORARE. In teoria appena viene certificato lo stato di gravidanza si dovrebbe interrompere l'attività in azienda. 
    2.    La prima cosa da fare è compilare la domanda per l'allontanamento della lavoratrice dipendente addetta a lavori vietati. In questo modulo si può fare richiesta per un prolungamento della maternità di 4 mesi dopo il termine della maternità obbligatoria (fino al compimento del 7° mese del figlio), l'accettazione di tale richiesta è a discrezione dell'ufficio dell'Ispettorato del Lavoro. La domanda deve essere compilata dal datore di lavoro e inviata via fax alla Direzione Territoriale del Lavoro di Bologna (Viale Masini 12, tel. 0516079111) insieme al certificato di gravidanza , alla fotocopia di un documento del datore di lavoro e all'ultimo documento di valutazione dei rischi dell'azienda. Nel nostro caso è stato accettato un documento di autovalutazione dei rischi, potete contattare l'associazione di categoria di cui è socia l'azienda per cui lavorate per saperne di più.
    3.    Dopo qualche tempo, una settimana circa, riceverete una lettera dalla direzione provinciale che vi avvertirà che la vostra domanda è stata accettata. A questo punto dovrete recarvi alla sede INPS di pertinenza (la pratica non passerà direttamente dalla Direzione Territoriale all'INPS, anche se nessuno vi avvertirà dovrete essere voi a fare da tramite!)  dove vi verrà consegnato un altro modulo che dovrà compilare il vostro datore di lavoro. Si tratta dello stesso modulo usato per chiedere l'indennità di malattia, in cui dovrete segnare la paga lorda giornaliera di ogni giorno lavorato l'ultimo mese, copiando i dati dalla busta paga. Nel caso abbiate smesso di lavorare prima della fine del mese è possibile usare i dati del mese precedente o dell'ultimo mese significativo. Questo è un passaggio molto importante perchè l'indennità che vi verrà corrisposta per tutta la durata della maternità è pari all'80% della mensilità segnata in questo modulo. Non ha senso ma è così, non conviene rimanere incinta in inverno, molto meglio aspettare maggio-giugno ..
    Anche questo modulo andrà spedito via fax, questa volta all'ufficio INPS che segue la vostra pratica. Dopo qualche tempo dovrebbe essere disposto un pagamento a vostro favore , nel mio caso sono passati circa 10 giorni. 
    4.    Al 7° mese mi avevano detto di inviare la domanda per la maternità obbligatoria all'INPS. L'invio può essere fatto solo online, quindi si deve richiedere prima il codice PIN (una parte del PIN viene inviato per posta quindi richiede qualche giorno). In realtà presso l'ufficio INPS di Casalecchio le pratiche procedono senza questa ulteriore richiesta, che anzi finisce per creare confusione. Quindi informatevi prima presso l'ufficio INPS di competenza e, nel caso in cui si tratti di Casalecchio chiedete di parlare con Bortolini.
    5.    Dopo il parto si dovrà comunicare all'INPS il codice fiscale del/la proprio/a figlio/a. Il codice fiscale che viene assegnato al centro CUP dell'ASL deve essere attivato dall'Agenzia delle Dogane, questo avviene automaticamente e arriva la tessera sanitaria a casa ma i tempi sono un po' lunghi quindi conviene recarsi presso l'Agenzia delle Entrate portando con sé il certificato di nascita del/la figlio/a.
    6.    È possibile fare domanda anche per un'integrazione all'indennità alla CIMAAV (Cassa per l'Integrazione-Malattie ed Assistenze Agricole Varie).  Si può presentare domanda dopo il parto direttamente o  attraverso i CAF.


    AUGURI!
    Per dubbi e altri suggerimenti scrivetemi : giuliamenarbin@libero.it

  • CampiAperti si riorganizza

    Dopo un periodo di "crisi" e una serie di incontri e assemblee siamo riusciti a dare a CampiAperti un nuovo assetto organizzativo. Di seguito ne sintetizziamo gli aspetti principali, per informare tutte e tutti su quali sono le regole da adesso in avanti.
     
    Le decisioni saranno prese dall'assemblea generale e dalle assemblee di mercato, mentre l'esecutività delle decisioni sarà svolta da gruppi di lavoro composti da volontari: da adesso in avanti chi vuole aiutare CampiAperti può entrare in un gruppo di lavoro oppure costituirne  uno su un nuovo tema. Nasce nei mercati la figura del referente di mercato, che svolge anche il ruolo di "ufficio reclami" rispetto a eventuali problemi.
     
    In dettaglio
     
    Le scelte e gli indirizzi generali di CampiAperti vengono presi dall'assemblea generale e dalle assemblee di mercato. Le convocazioni e gli ordini del giorno vengono fatti rispettivamente dal presidente dell'associazione e dai referenti di mercato, sentiti i pareri di tutti. I referenti di mercato, indicativamente due per ogni mercato,  debbono essere nominati dalle assemblee di mercato entro la prossima assemblea prevista per il 22 di marzo. In ogni assemblea deve essere nominato un moderatore e un verbalizzatore. Tutte le assemblee sono aperte a tutti gli interessati e sono inclusive.
     
    Gli aspetti operativi ed esecutivi delle decisioni prese nelle assemblee vengono svolti da gruppi di lavoro composti da volontari. Ogni gruppo di lavoro nomina un referente, che svolge un ruolo di informazione sul lavoro svolto dal gruppo. I gruppi ricevono dall'assemblea un mandato e hanno ampia autonomia (sino alla eventuale revoca dello stesso). Sinora si sono costituiti tre gruppi, quello che ha impostato la riorganizzazione, uno di analisi del bilancio e uno sulla comunicazione.
     
    E' stato inoltre perfezionato il sistema di garanzia partecipata nella fase di autocontrollo sui banchi: i referenti di mercato raccolgono segnalazioni (anche in modo confidenziale) su irregolarità (reali o presunte) e decidono se parlarne direttamente con il/la produttore/trice interessato/a, in caso di questioni di poco conto, oppure se convocare l'assemblea di mercato nel caso possa essere messa in discussione la fiducia. Tale ruolo di "raccolta reclami" deve essere comunicato in modo adeguato ai coproduttori.
     
    Ogni anno l'associazione elabora un piano di consolidamento ed espansione che prevede le seguenti tappe:
    – ogni assemblea di mercato ragiona sulle possibili esigenze di inserimento di nuovi banchi nel proprio mercato. Tale ragionamento deve essere fatto coinvolgendo attivamente i coproduttori.
    – si fanno le visite per i nuovi ingressi. Il gruppo che effettua le visite esprime da subito un giudizio che verrà poi ratificato all'assemblea successiva.
    – in assemblea generale si confrontano le esigenze dei mercati con le richieste di nuovi ingressi e le richieste dei produttori interni e si produce un piano di collocazione dei banchi nei mercati attuali e un eventuale progetto per la creazione di un nuovo mercato.
     

    La partecipazione a eventi, incontri, seminari, interviste, accoglienza di gruppi  e simili è lasciata alla libera iniziativa di ciascuno.

  • XM24: IL MOVIMENTO NO TAV CHIAMA, BOLOGNA RISPONDE! 22 FEBBRAIO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

    XM24: IL MOVIMENTO NO TAV CHIAMA, BOLOGNA RISPONDE! 22 FEBBRAIO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE.

  • 22 Febbraio: genuino clandestino aderisce alla giornata di mobilitazione e di lotta indetta dal movimento no tav

    NOTAV

    Comunicato della rete nazionale genuino clandestino

    Ognuno nel proprio territorio, come richiesto dal Coordinamento dei comitati del movimento No Tav.
    Ognuno nel proprio territorio, come agiscono quotidianamente le comunità in lotta di Genuino Clandestino.
    Ogni giorno dalle nostre campagne (e dalle città) ci opponiamo alla logica del capitale che distrugge i territori per il profitto di pochi e a danno delle popolazioni, impegnandoci, attraverso i nostri nodi locali, a costruire pratiche e iniziative di controinformazione per affermare il diritto all'autodeterminazione alimentare, per l’accesso alla terra, contro la (s)vendita dei terreni agricoli pubblici, per il diritto ad abitare le terre che coltiviamo, per un lavoro che non sia sfruttamento.

    Ogni giorno, dunque, a fianco di quanti si stanno battendo per la difesa dei beni comuni, contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro tutte le opere inutili e dannose, contro la mercificazione del territorio, delle risorse naturali e dei beni pubblici, per il diritto alla casa e contro le scelte governative che tengono conto solo degli interessi dei potentati, delle lobby, delle banche e delle mafie.

    Queste le parole d’ordine che sentiamo nostre in cui ci riconosciamo.

    Fare rete con le varie lotte locali è un nostro orizzonte.

    E’ per questo che anche Genuino clandestino parteciperà alle iniziative territoriali, in forme diverse, nella giornata di lotta nazionale del 22 febbraio lanciata dal Movimento No Tav.

  • Convegno: “Risorse e denaro pubblico, chi decide?”

    convegno risorseConvegno: "Risorse e denaro pubblico, chi decide?"

    15 FEBBRAIO DALLE 10H, VIA ZAMBONI 38, BOLOGNA.

    Un fatto nuovo sta segnando l'attualità della crisi in Italia! Da alcuni mesi movimenti, comitati, associazioni e centri sociali stanno affermando collettivamente la costruzione della sola grande opera di cui la nostra società ha bisogno: casa, reddito e dignità per tutti e tutte. Mentre il governo Letta in continuità con i governi precedenti dirotta il denaro pubblico nella casse delle banche e promuove finanziarizzazione e sostegno alle imprese, il conflitto sociale agito durante l'autunno ha mosso resistenza e tracciato un'alternativa non retorica e ideale alla crisi, ma composta di iniziative di lotte concrete e sempre più massificate.La sollevazione generale del 19 Ottobre ha avuto la forza collettiva di porre la grande domanda politica che interroga la vita di milioni di uomini e donne, a cui solo le elites italiane ed europee stavano dando risposta: chi decide del denaro pubblico? Dopo quella straordinaria giornata di lotta e gli importanti appuntamenti precedenti e successivi, a tentare una risposta collettiva, a ricercare insieme i mezzi per praticarla, finalmente ci sono anche i movimenti sociali, non più nella loro esclusiva, quanto importante, dimensione locale o singolare, ma aperti alla relazione e al potenziamento reciproco, come ha reso manifesta la partecipazione di massa all'assedio del 19 ottobre romano.

    La decisione sulla spesa pubblica non è più affare di banchieri, commissioni della UE, lobby imprenditoriali, e dei corrotti che siedono le poltrone del parlamento e delle amministrazioni locali e regionali, ma è anche e soprattutto per quel che interessa a noi terreno di lotta e conflitto sociale, terreno di sollevazione politica contro il regime dell'austerità e della precarietà.

    Con questo incontro vogliamo prendere il tempo per discutere insieme delle risorse e del denaro pubblico nella crisi a partire dalle lotte che incidono sui territori. Siamo convinti che sia necessario iniziare a lavorare per costruire un sapere collettivo quanto antagonista che investa l'argomento e che sia all'altezza della sfida lanciata. D'altronde denaro pubblico per le controparti diviene subito argomento di giustizia penale e amministrativa, si fa “governance” spietata che mette in conto la devastazione dei territori e la morte per malattie indotte, per lavoro o povertà di milioni di uomini e donne. 

    Per noi, movimenti, affrontare la questione è anche l'occasione per verificare le capacità collettive che abbiamo in questo momento di essere agenti del contropotere nel conflitto dei territori sociali, e avanzare istanze di legittimità di riappropriazione del welfare, facendo sì che la risposta alla domande “chi decide del denaro pubblico” dai cieli della finanza, della UE, e delle lobby al potere scenda in basso tra le case occupate, tra pezzi di quartieri autogestiti, nelle scuole e nelle facoltà ribelli, nelle valli e nei territori in rivolta, durante i picchetti contro uno sfratto o ai cancelli di un magazzino.

    Il Laboratorio Crash invita i movimenti, i comitati di lotta e il

    sindacalismo conflittuale di Bologna e del resto d'Italia a prendere parola e a contribuire alla discussione.

    Partecipano:

    Movimento NoTav
    Movimento NoMuos
    Blocchi Precari Metropolitani – Roma
    Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa – Roma
    SMS/Abitanti San Siro – Milano
    Orizzonti Meridiani – Palermo
    Univercity
    Movimento NoGas – Caserta
    Comitato Sisma 12 – Bassa Modenese
    Campi Aperti – Bologna
    No Tav Terzo Valico

    Per i dettagli del programma Convegno: "Risorse e denaro pubblico, chi decide?".

  • Eat the Rich e Foglia di Fico – 12e13 febbraio

    Venerdì sera siamo stat* a Vag alla cena/assemblea di Eat the Rich. Più cena che assemblea. Ci volevano loro per rimetterci a parlare intorno a un tavolo invece che sempre in assemblee… e ci voleva!

    Mercati contadini biologici, Gas, consegne delle arance solidali da Rosarno, e ora anche le mense autogestite Eat the Rich. Tutti i mercoledì a pranzo al Vag, in via Paolo Fabbri, e il lunedì a cena al Berneri, a porta Santo Stefano. Per ora… Mense a prezzi popolari o offerta libera, con prodotti biologici.

    Insomma, Bologna is burning. Il cibo biologico invade la città. Insieme a chi lo coltiva, chi lo cucina e sì, pure i più fortunati, che se lo mangiano e basta!

    Le battute si sprecano. Me ne fate dire una?

    Questo è soul food (cibo per l'anima), altro che…

     Mercoledì 12 febbraio il pranzo di Vag-Eat the Rich è stato dedicato a sostenere l'organizzazione della serata di giovedì 13, promossa dalla Foglia di Fico, e che in sostanza serviva per le spese per la sala del Silentium, a Vicolo Bolognetti. Perché con il patrocinio del Comune costa 80 euro, se no 180.

    Noi chiaramente sosteniamo il comune…

    Mercoledì 13 pranzo a Vag, dalle 12.30, giovedì 14 aperitivo e discussione a Vicolo Bolognetti, dalle 19.00, parleremo di Terra Bene Comune, F.I.CO., grandi opere, bene pubblico e interessi privati. 

    Saremo là, con le nostre alternative, locali, reali, alternative alle proiezioni mostruose e fantascientifiche da business dell'agroalimentare.

    Vi aspettiamo.

     

     

    Roberta

  • Arvaia compie un anno

    arvajasabato 15 febbraio 2014, la cooperativa agricola Arvaia cittadini-coltivatori-biologici a Bologna compie un anno e festeggia.

    La prima esperienza in Italia di coltivazione agricola partecipata di terra pubblica, in un anno ha raccolto quasi 180 soci e settimanalmente oltre a distribuire ai soci un centinaio di cassette di ortaggi freschi a km 0 e biologici, vede partecipare decine di cittadini bolognesi alle attività agricole stagionali, a momenti di formazioni e convivialità, a pochi Km dal centro di Bologna. Arvaia ha, in quest'anno, ricevuto molti riconoscimenti e attenzione mediatica in giro per l'Italia, ha stretto accordi di cooperazione con enti, gruppi ed istituzioni, avviato progetti di sviluppo e formazione, creato posti di lavoro, fatto investimenti, sempre perseguendo il nuovo modello dei CSA (community supported agricolture). La cittadinanza è invitata a conoscere quest'esperienza, al centro Bacchelli, in via Galeazza 2 Bologna (Borgo Panigale).

     

     

     

     

     

    programma completo:

     

    Arvaia compie 1 anno e Borgomondo le fa la festa

    Sabato 15 febbraio 2014 dalle ore 12 alle 17

    al Centro Bacchelli Via Galeazza 2 Bologna (Borgo Panigale)
    vicino alla fermata Casteldebole della linea ferroviaria Bologna-Vignola e al capolinea del bus 19

    Festeggiamo insieme!

    Ognuno porterà qualcosa da mangiare e da bere.
    Ognuno porterà i propri piatti, bicchieri, tovaglioli e posate

    per limitare lo spreco di plastica e carta.
     
    E dopo aver mangiato e bevuto avvieremo insieme
    la campagna abbonamenti 2014!

    Per l’occasione verranno organizzati degli “info-point” multimediali che presenteranno i diversi gruppi  che si sono formati sulle attività della cooperativa:
    frutteto, piante aromatiche, agricoltura&ciappinaggio, comunicazione, cucineria.
    E ci sarà lo spazio per condividere tutte le novità e i progetti futuri!

     
    Troverete
    * intrattenimento per i bambini
    * punti di informazione su
    – funzionamento del nuovo sito e gestionale
    – abbonamento alle cassette 2014 e punti di distribuzione
    – bilancio preventivo 2014 e piano di investimenti

    **il centro può ospitarci tutti al coperto. qui il meteo di sabato 15 febbraio, che pare sarà clemente!

    http://www.arvaia.it

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Mercato Mascherato – Martedì 11 Marzo

    Non dimenticate che domani, martedì 11 Marzo, il mercato si maschera, trucca i bimbi, fa giocoleria, teatro  e musica. Artigianato artistico, Dolci di carnevale, succhi di frutta e aperitivo a sostegno del mercato e dell'associazione CampiAperti.

    • MICOL
      Intrattenimento e trucco al viso per i piu piccoli e non solo.
    • FABIO E DIEGO RESTA
      Repertorio di Musiche Medievali -Turche e Balcaniche (strumenti a corde e a fiato ,tradizionali).
    • FIRE MONKEY CREW
      Compagnia di giocoleria, teatro e musica

    E inoltre…

    • Associazione Culturale artistico artigianale "C'ERA UNA VOLTA E C'E? ANCORA"
    • MERCATO DELLE TRAME con le donne del centro "Belle trame". Creazione di borse, gioielli e tanto altro, con oggetti che sembravano inutilizzabili. 
  • Facciamo i crauti

    crauti

    Come molti di voi sapranno i crauti si ottengono dalla fermentazione dei cavoli cappuccio. Si tratta di un procedimento molto diffuso in tutto il nord europa, con molte varianti a seconda dei territori e delle nazioni. Il prodotto è un alimento ricchissimo in vitamine, praticamente un probiotico naturale. La fermentazione che avviene è quella lattica, prodotta da batteri presenti naturalmente in quantità abbondante nei cappucci,  e provoca l'abbassamento del ph  proteggendo i crauti da possibili sviluppi di microrganismi dannosi per la salute umana.

    Procedimento da noi utilizzato:

    – si prendono i cappucci, si sfogliano bene e si tagliano in quattro. Si tolgono i torsoli.

    – si affettano con il coltello o con una mandolina in strisce il più sottili possibile;

    – si dispongono le fettine in strati dentro una pentola e si distribuisce sale in quantità variabile dal 1,5 al 3 %. Maggiore la quantità di sale, maggiore la croccantezza. Noi abbiamo usato circa 22 gr per chilo di cappuccio fresco.

    – Eventualmente si aggiungono aromi come cumino, bacche di ginepro, alloro, mela verde a pezzettini

    – Ogni strato di fettine, dopo essere stato salato e speziato, si batte leggermente in modo da "calcare" i crauti. Per fare questa operazione abbiamo usato una bottiglia vuota.

    – terminata la stratificazione si pone sui crauti un coperchio (o qualcosa di simile) che entri dentro la pentola e sopra questo si pone un peso (tipo sasso di almeno 3-4 kg) in modo da tenere schiacciato il tutto. Il giorno dopo i crauti debbono essere sommersi dalla propria acqua, altrimenti si aggiunge acqua salata.

    – si pone il tutto a una temperatura di almeno 18 gradi, meglio se 20-22° e si aspetta 15 giorni. Dopo pochi giorni si nota sulla superficie dell'acqua una schiuma che indica che la fermentazione è in corso. Dopo circa 10 giorni dalla pentola iniziano a salire effluvi decisamente sgradevoli, tipici dei crauti. Dopo due settimane il recipiente può essere messo in frigo o in cantina a stagionare e dopo altre due settimane i crauti sono pronti per essere consumati. Spesso, terminata la fermentazione, si pongono  i crauti in barattoli di vetro non chiusi ermeticamente, dotati di distanziatori perchè tendono a galleggiare, coperti della loro salamoia.

    Prima di consumarli i crauti vanno sciacquati in abbondante acqua,  poi cotti per 10-15 min per ammorbidirli ulteriormente. Tipicamente in Alto Adige si cucinano assieme a pancetta o salsiccia…

    Noi siamo a tre settimane dalla preparazione e li abbiamo assaggiati ripetutamente. Buonissimi!

    Carlo

  • Noi tifiamo facchini

    granarolo2Una megazienda dell'agroalimentare, i subappalti per la movimentazione delle merci, una lotta dura per la difesa del salario, la repressione che si scatena… 

    Da una parte la "sinistra" e la lega delle cooperative, dall'altra lavoratori immigrati che osano contestare la decurtazione del proprio salario.  Nel trambusto qualcuno arriva a dire che   "cooperativa è una parola che non significa più un cazzo."  (bisognerà riflettere bene su questa affermazione).  Ebbene, noi in questa faccenda non abbiamo dubbi: forza  facchini! Boicotta Granarolo!

    *** Incolliamo di seguito la lettera dei facchini in lotta.

    http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/10495-lettera-alla-citt%C3%A0-di-bologna-dai-facchini-in-lotta-contro-granarolo

    Lettera alla città di Bologna dai facchini in lotta contro Granarolo Siamo i facchini, gli studenti, i precari, i centri sociali, che da 9 mesi lottano uniti, insieme al sindacato di base S.I.Cobas, per affermare la dignità degli ultimi.
    La nostra protesta è iniziata quando una parte di noi ha subito un grave sopruso.
    Puniti e licenziati per aver scioperato contro provvedimenti illegittimi che ledevano la nostra dignità di lavoratori.
    Per anni abbiamo lavorato spezzandoci la schiena nei magazzini della logistica di multinazionali che come Ctl/Granarolo e Cogefrin realizzano profitti milionari.
    Le grandi aziende appaltano una parte fondamentale del  lavoro a cooperative che in concorrenza tra loro promettono il prezzo più basso alla committente.
    Tutto ciò è possibile grazie al fatto che noi, i  “ soci cooperatori” siamo  trattati come  schiavi nei magazzini lontani dal centro cittadino, nelle periferie buie dove il nostro turno di lavoro inizia al tramonto  e finisce quando il sole tiepido inizia a scaldare la città.
    Lavoriamo nelle celle frigorifere  e nei magazzini polverosi e bui.  Spostiamo bancali di merci nei piazzali d'asfalto dove file di camion ci attendono per essere caricate.  I ritmi con cui lo facciamo vngono cronometrati e debbono essere  sempre più veloci, poco importa che lo si faccia durante il caldo torrido dell'estate, o nel gelo invernale.
    La maggior parte di noi è arrivata in questo paese lasciando la propria terra e i propri affetti in cerca di un futuro migliore.  Nel nostro viaggio pochi di noi hanno avuto la fortuna di arrivare con tutti quelli con cui erano partiti.
    Molti dei nostri compagni non ce l'hanno fatta. Inghiottiti da un mare che non ricorderà nemmeno i loro nomi. Lasciati a marcire in  carceri come quelle libiche dove ogni diritto umano è sospeso.  Dimenticati nei “centri di accoglienza”italiani dove nudi nei piazzali venivamo ripuliti con gli idranti come la storia ci ricorda facevano i nazisti nei campi di concentramento.
    Molti di noi alle spalle hanno storie terribili come queste.
    Ma ora siamo qui con un permesso di soggiorno che ci dice che finché lavoriamo possiamo restare.
    Ma a quali condizioni?
    Può il lavoro sacrificare la nostra dignità? E' giusto chiederci di tenere la testa abbassata mentre il capo ci urla e ci offende in continuazione?  E' democratico un sistema di lavoro che ci impone turni massacranti, straordinari mai pagati, buste paga irregolari, tagli del salario del 35 %?
    Granarolo afferma di non avere nulla a che fare con noi. Loro bianchi e candidi come il latte noi, sporchi e scuri com la fame e la miseria.
    Loro dicono che non siamo loro dipendenti , ma noi per anni abbiamo lavorato nei loro magazzini, eseguendo i comandi dei loro capi, caricando e scaricando i loro prodotti .  Loro dicono che davanti ai cancelli quando scioperiamo non riconoscono le nostre facce. Ci crediamo perché nemmeno noi abbiamo mai visto le loro nei magazzini.
    Ma davvero non c'è una responsabilità di  chi appalta il lavoro? Davvero è sufficiente girarsi dall'altra parte e fingere di non sapere?
    Ci dicono che la Granarolo continua ad investire nel mercato. Leggiamo sui giornali che il suo fatturato lo scorso anno ha sfiorato  i 1oo milioni  e che si conferma in crescita.
    E allora perché il suo presidente ha permesso che una cooperativa a cui aveva affidato il lavoro del facchinaggio ci tagliasse le buste paga per “stato di crisi”, mentre peraltro si continuavano a fare straordinari?
    Perchè dopo mesi la nostra dignità deve essere ancora offesa dall'arroganza di un padrone che ha tutto e che per sbeffeggiarci sceglie di comprare le pagine di tutti i giornali per offenderci ancora una volta?
    Noi non possiamo comprare l'informazione e nemmeno crediamo sia giusto poterlo fare.
    Abbiamo questa nostra storia da raccontare.  La raccontiamo da 9 mesi, davanti ai cancelli di chi per tanto tempo ci ha sfruttato, nelle piazze e nelle vie della città. L'abbiamo raccontata a voce alta mentre la celere ci prendeva a cazzotti, ci spruzzava per ore dei gas velenosi in faccia, e ci trascinava via due nostri colleghi per arrestarli. Non abbiamo amicizie tra tutti coloro che comandano la città. Abbiamo la nostra voce, abbiamo i nostri corpi, abbiamo la solidarietà di chi è sempre stato al nostro fianco.  Abbiamo la forza della nostra dignità e della nostra lotta. Bologna, schierati con noi! 

  • La foglia di fico. Cosa nasconde la nuova grande opera bolognese

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    La foglia di fico si presenta e apre alla città un momento pubblico di discussione sulla nuova grande opera bolognese F.I.CO.
    La Fabbrica Italiana COntadina (F.I.CO.) vuole essere un parco giochi del cibo e della sua filiera.
    A chi serve?
    All'agricoltura? All'economia? Ai lavoratori? Agli speculatori? Ai poteri forti?

    Giovedì 13 Febbraio
    Sala Silentium, Vicolo Bolognetti 2

    19.00 aperitivo con prodotti di Campi Aperti
    20.00 Assemblea Pubblica
     

    Rivendichiamo il diritto collettivo a decidere dell’uso e destinazione dei territori in cui viviamo e della provenienza dei cibi che mangiamo.
    Rivendichiamo la difesa della nostra salute e dei nostri territori, contro la precarizzazione del lavoro e la Grande Opera F.I.CO. che completa l’accerchiamento di Bologna tra Passante Nord, TAV e Variante di Valico.

    http://fogliadifico.noblogs.org/home/

  • Assemblea generale di CampiAperti sabato 8 febbraio 2014

    contadini

    Sabato prossimo 8 febbraio, alle 15,30 è stata convocata  l'assemblea generale di CA al Labàs, in via Orfeo 11. All'ordine del giorno ci sarà l'organizzazione generale di CA.
    Di seguito la proposta del gruppo di lavoro sulla riorganizzazione. Durante l'assemblea, dove ci divideremo in gruppi, il documento potrà essere respinto, emendato, integrato o approvato. E' importante la partecipazione di tutti. A sabato! proposta riorganizzazione gruppo di lavoro

  • Eat the rich

    VENERDI 7 FEBBRAIO ORE 20 a Vag61 in via Paolo Fabbri 110
    cena/assemblea

    Per una costellazione di spazi comuni di resistenza e organizzazione dei bisogni…
    eat the rich
    Da tempo ormai, a partire da poche domande attorno alla questione del cibo, inteso come accesso a un pasto di qualità e a misura delle tasche di tutti, all'insegna della socialità e del mutualismo, associazioni e realtà colletive radicate nel tessuto metropolitano bolognese hanno messo in campo forme di risposta praticae politica ai ricatti delle istituzioni cittadine e non solo. Autorganizzando mense, cene sociali, gruppi di acquisto e distribuzione, mercati biologici e a km0 – e tanto altro che vorremmo e dobbiamo incontrare! Si sono così date le condizioni di possibilità per immaginare una rete più strutturata, una costellazione di progetti che a partire dalla risposta alla materialità dei bisogni, possa sovvertire lo stato di cose attuale, costruendo possibilità di resistenza ed attacco alla miseria diffusa. Ne vorremmo parlare con tant* e divers*, nell'atmosfera conviviale di una cena sociale. Invitiamo singoli, realtà collettive e associazioni ad affacciarsi e prendere parte alla discussione.

    Saranno presenti:

    Eat the Rich – mensa autogestita di Vag61

    Cucina Popolare Xm24

    Il lunedì del Berneri

    Occupanti di via Irnerio 13

    Bel(le)trame

    La Foglia di F.I.CO.

    CampiAperti

    Centro di Salute Internazionale

    Evento su Facebook

  • 11 GENNAIO 2014 GIORNATA DI SOSTEGNO ALLA RESISTENZA CONTADINA E BRACCIANTILE

    Campiaperti aderisce all'iniziativa promossa da Sos Rosarno

    PER I DIRITTI DEI LAVORATORI

    PER L’AGRICOLTURA CONTADINA

    PER UN’ALTRA RISPOSTA ALLA CRISI

     

    11 GENNAIO 2014

     

    Bologna dalle ore 10:00 alle 13:00

    fuori dall'ipercop centro nova 

    di villanova di castenaso 

    (parcheggio antistante)

    Distribuzione delle arance di “SOS Rosarno” a sostegno della Cassa di resistenza contadina e bracciantile.

    Azione informativa per svelare ai soci e consumatori Coop, la falsa etica che nasconde i profitti di uno dei principali gruppi della GDO, per rivendicare un prezzo Equo e sostenibile per produttori e consumatori.

    PER RISPONDERE ALLA CRISI CON LA SOLIDARIETA’

    CONTRO I PROFITTI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA

    CONTRO L’IMPOSIZIONE DELLA CLANDESTINITÁ E LO SFRUTTAMENTO

    PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CIE E L’ABOLIZIONE DELLA BOSSI-FINI

     Rosarno, 7 gennaio 2010: dopo l’ennesimo atto di violenza subito, scoppia la rabbia dei braccianti africani impiegati nella raccolta degli agrumi. I dannati della terra si ribellano e quello che ne segue sono la caccia all’uomo, i linciaggi, la deportazione di Stato.

    Quello che è accaduto in quei giorni nella Piana di Gioia Tauro ha fatto il giro del mondo, scosso profondamente l’opinione pubblica, svelato i retroscena dell’agro-bussines, delineato le responsabilità dello Stato italiano. Molte le promesse e i proclami, pochi i fatti!

    Ad oggi, a quattro anni da quella rivolta, di questo sistema poco è cambiato!

    Migliaia di persone continuano ancora a lavorare per quattro soldi sotto la costante minaccia della Bossi-Fini, del padrone e dei suoi caporali, e di una guerra tra poveri alimentata dalla crisi. Si sopravvive nascosti o nelle poche tendopoli, e si muore di freddo, al lavoro o sotto una macchina nel buoi delle campagne. Questa non è Rosarno, è l’Italia.  L’Italia dei pomodori, delle patate, delle angurie, dei kiwi… Questo è il sistema agroindustriale, voluto dalla UE e dalle organizzazioni padronali. Questo è il capitalismo nelle campagne, la filiera tutta italiana dello sfruttamento, che porta il Made in Italy sugli scaffali del mondo e garantisce i profitti alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

    Auchan, Carrefour, Esselunga, Coop, etc. stabiliscono il prezzo di acquisto ai produttori, un prezzo che i piccoli sono costretti a subire e le medie-grandi imprese sostengono con l’abbattimento dei costi di manodopera.

    Sda, Bartolini, Tnt, Dhl, Gls le multinazionali che gestiscono e spostano gran parte del flusso di merci che circolano in Italia, appaltando il lavoro a cooperative che hanno istituito un sistema di vero e proprio "caporalato legalizzato" che impiega per lo più manodopera a basto costo immigrata.

    MA C’è CHI DICE NO!

    C’è chi ha deciso di non essere più invisibile. Lavoratori consapevoli di reggere una buona parte dell’economia italiana  hanno cominciato a lottare per garantirsi un salario minimo, un alloggio dignitoso, la tutela sanitaria e le norme di sicurezza. Nelle campagne del sud a Rosarno, a Nardò, nella Capitanata, a Boreano, … fino al nord a Salluzzo. a Castel Nuovo Scrivia, … Sul fronte metropolitano invece le lotte dei facchini che si sono autorganizzati nel settore della logistica per uscire dal super-sfruttamento.

    C'è chi ha deciso di costruire una rete nazionale, Campagne in Lotta, che agisce nei territori ponendo il lavoro e la salvaguardia del territorio al centro delle politiche sull’alimentazione e l’agricoltura, la regolarizzazione dei lavoratori immigrati al centro della lotta al lavoro nero e al caporalato, l’unità dei braccianti, contadini, operai dell’agroalimentare e lavoratori-consumatori contro i profitti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e delle multinazionali.

    C'è chi nelle metropoli, per garantire la propria sovranità alimentare, si è organizzato fuori delle logiche della GDO, nei Gruppi di acquisto solidale e popolare, per recuperare la dimensione solidale tra chi acquista e chi produce, attori principali e consapevoli di un processo che parte dalla terra e dal rispetto del territorio, passa dal riconoscimento dei diritti di chi lavora e arriva all’esigenza di mangiare cibo di qualità. Ad un costo equo.

    C'è chi, come  “SOS Rosarno”, sperimenta un’agricoltura altra, unendo le istanze di braccianti africani e piccoli produttori della piana strozzati dalla GDO e grossi commercianti locali, garantendo prodotti alimentari sani e naturali a prezzi equi e sostenibili.

    Come lavoratori, immigrati ed italiani, contadini e consumatori critici e consapevoli in occasione del quarto anniversario della rivolta di Rosarno lanciamo una giornata di mobilitazione :

     

    PER LA DIFESA DELL’AGRICOLTURA CONTADINA E LA SOVRANITA’ ALIMENTARE

    TERRA, LAVORO… LIBERAZIONE

    LA LOTTA CONTINUA 

    LA FALSA ETICA DI COOP! QUANTO COSTA UN KG DI ARANCE?

    Quanto costa un kg di agrumi?

    • CLEMENTINE BIO (valori in /kg)

     

    Totale per il produttore

    Trasporto e promozione

    Quota di solidarietà migranti

    Prezzo vendita

    Margine

    Rete SOS Rosarno

    1,28*

    0,32

    0,05

    1,65

    0,00

    COOP Italia

    0,65*

    ??

    Non Esiste

    2,68**

    ??

    * Incluse lavorazione, raccolta e quota produttore

    ** Fonte sito web www.e-coop.it

     

    • ARANCE da tavola BIO (valori in /kg)

     

    Totale per il produttore

    Trasporto e promozione

    Quota di solidarietà migranti

    Prezzo vendita

    Margine

    Rete SOS Rosarno

    0,91*

    0,29

    0,05

    1,25

    0,00

    COOP Italia

    0,45*

    ??

    Non Esiste

    1,99**

    ??

    * Incluse lavorazione, raccolta e quota produttore

    ** Per “Arance Navel BIO” Fonte: sito web www.e-coop.it

    NON ACCETTARE IL PREZZO DELLO SFRUTTAMENTO!

    Scarica il volantino e diffondi!

  • Pranzo Sociale a Làbas 15 dicembre

    Domenica 15 Dicembre a Làbas in via Orfeo 46 dalle 12.30

    PRANZO SOCIALE DI QUARTIERE

    Zuppe e piatti di stagione dei produttori di Campi Aperti

    intrattenimento bimbi a cura di Làbimbi

    Adulti 10€ bimbi 5€ 

    Importante: comunicare la propria prenotazione a labas.bo@gmail.com o alessandro: 3406677186

  • Assemblea generale domenica 24 novembre ore 15

    Assemblea generale domenica 24 novembre ore 15, c/o Làbas occupato, via Orfeo 46

    accorrete numeros*

     

  • MERCOLEDì 23 OTTOBRE INCONTRO AL LABAS ORE 21 PER PARLARE DI GENUINO CLANDESTINO A FIRENZE 1-2-3 NOVEMBRE 2013

    Mercoledì 23 ottobre alle ore 21 ci troviamo presso il centro sociale Labas Occupato,

    ex Caserma Masini, via Orfeo 46

    per parlare del prossimo incontro del

    movimento Genuino Clandestino, "Comunità in lotta per la sovranità alimentare"

    che si terrà a Firenze il 31 ottobre, 1-2-3 novembre 2013

    Clikka qui per scaricare il programma e la bozza del manifesto

  • Mostra foto contadine

    12 ottobre, per I love Piazza Verdi allestimento mostra fotografica di Michele Lapini e Sara Casna

  • I love Piazza Verdi

    in concomitanza con la “Giornata di mobilitazione nazionale in difesa dei territori e beni comuni, contro vecchi e nuovi colonialismi”

     

    il 12 ottobre 2013 – dalle 17 alle 21

    CampiAperti sarà in Piazza Verdi

    con la richiesta di uno spazio per un mercato biologico contadino in centro a Bologna

    L'iniziativa, promossa insieme al Collettivo Universitario Autonomo, vuole collegarsi alle recenti lotte studentesche sul diritto di assemblea e di utilizzo degli spazi pubblici.

     

    Da dodici anni, CampiAperti si occupa di sovranità alimentare, come diritto universale all'approvvigionamento di cibo sano, prodotto con metodo biologico, difendendo le persone e il territorio dall'invasione dell'agroindustria.

    Nei quartieri della città in cui CampiAperti ha aperto mercati contadini settimanali (Via Fioravanti, Via Paolo Fabbri, Via Udine, Via della Cooperazione, Via Normandia, Via Orfeo), ha reso accessibili a tutti i/le cittadini/e i prodotti dell'agricoltura biologica e consentito alle piccole e piccolissime realtà contadine biologiche di vivere della vendita diretta dei loro prodotti .

    In questo processo, fondamentale è stato il ruolo di alcuni spazi occupati o autogestiti di Bologna che negli anni hanno reso e rendono possibile l'apertura e lo sviluppo di questi mercati (XM24, Vag61, Crash, Labas).

    A partire da bisogni e gesti quotidiani, i mercati contadini di CampiAperti creano di fatto e senza retorica comunità territoriali, come luoghi di scambio e riflessione comune tra chi produce il cibo e chi se ne nutre. Essi rendono possibile un'agricoltura sana e non drogata da sovvenzioni pubbliche e promuovono la conoscenza diretta e la collaborazione tra produttori e co-produttori, tutti coinvolti nell'autogestione dei mercati e dell'associazione e nel controllo partecipato delle produzioni agricole biologiche.

     

    I mercati contadini di CampiAperti non producono rifiuti, ma anzi attivano l'attenzione dei cittadini nei confronti del patrimonio comune e promuovono la cura e la manutenzione dei luoghi della città nei quali si collocano. Ciò nonostante, sono assoggettati al pagamento di elevate imposte locali (smaltimento rifiuti e occupazione di suolo pubblico), al pari di realtà assai meno virtuose. In considerazione di ciò, CampiAperti ha chiesto – purtroppo invano – al Comune di Bologna di esentare i mercati contadini dalle imposte locali o almeno di ridurne sensibilmente l'importo e oggi chiede a tutti i cittadini di sottoscrivere la petizione promossa a sostegno di tale richiesta.

    Bologna, 28 settembre 2013 L'Assemblea di CampiAperti

     

    Il comunicato del CUA, Collettivo Universitario Autonomo

    12 ottobre giornata di mobilitazione globale in difesa dei territori e dei beni comuni.

    @ Piazza Verdi

    h. 16 Inizio mercato contadino biologico di Campi Aperti

    h.18.30 I Love Piazza Verdi: Assemblea di discussione delle proposte.

    A-rredo urbano
    B-isogni
    C-ultura
    D-emilitarizzazione
    E-university

    h. 21 fine mercato

    Nella giornata di mobilitazione globale del 12 ottobre in difesa dei territori e dei beni comuni, lanciata dal movimentoMiliones contra Monsanto e – in Italia – dall'assemblea al Monte Amiatatenutasi in luglio,il Collettivo Universitario Autonomo, insieme all'associazione Campi Aperti, porta nel pomeriggio in Piazza Verdi un'altra iniziativa di costruzione dal basso di percorsi che arricchiscono e valorizzano gli spazi pubblici della nostra città.

    Un'altra tappa della campagna I Love Piazza Verdi, un nuovo obiettivo da raggiungere: portando al centro della zona universitaria un mercato biologico si vuole creare un momento largo di attraversamento di questo luogo, aperto al soggetto studentesco ma anche ai residenti e lavoratori del quartiere che vogliono conoscere un nuovo modo di comprare e consumare e, inoltre, ribadire la solidarietà con quelle associazioni, come appunto Campi Aperti, che fanno dell'allusione a un'economia altra, della costruzione di progetti di democrazia diretta e partecipata, del lavoro non alienato o sfruttato, i loro elementi fondanti.

    Vogliamo portare in piazza la testimonianza di una difesa dei territori agricoli, della campagna, dallo sfruttamento e dall'espropriazione capitalistica, lotta che ci schiera al fianco dei nostri fratelli e sorelle più grandi del NoTav e del NoMuos; contemporaneamente difendiamo il nostro territorio urbano dalla desertificazione che le istituzioni vorrebbero imporre alla zona universitaria, con assurde ordinanze e una strategia di segmentazione generazionale/razzista/xenofoba che fa uso del capro espiatorio, che sia lo studente chiassoso o l'immigrato violento e spacciatore.

    Rimandiamo nuovamente tra l'altro agli obiettivi che abbiamo stilato nelle proposte di I Love Piazza Verdi, e cogliamo quest'occasione per dimostrare praticamente cosa intendiamo per:

    • Arredo urbano: qualche sedia e qualche tavolino per discutere in attesa dei servizi igienici pubblici.

    • Bisogni: un cibo sano e un rapporto diretto coi produttori, nonché a una socialità aperta, trasversale e meticcia della piazza; pensando alla campagna contro la mensa più cara d'Italia e l'inaccessibilità dei servizi agli studenti.

    • Cultura: scambio di saperi e pratiche tra diversi soggetti, promozione di eventi culturali gratuiti.

    • Demilitarizzazione: percorsi comuni dal basso che si autoregolano senza bisogno della presenza costante del dispendioso ed inutile presidio militare di largo Respighi;

    • E-university: un'università che si lega a doppio filo con la città, con le idee, con i costumi e con i soggetti che la pervadono. Una rete wireless gratuita in tutto il quartiere.

    Per questo convochiamo abitanti, studenti, e chi vive e lavora in zona universitaria a confrontarsi riguardo alle nostre proposte (e alla loro messa in pratica) all'assemblea che si terrà durante il mercato alle ore 18.30.

     

    C.ollettivo U.niversitario A.utonomo