Categoria: Primo Piano

  • Firma la petizione su change.org

    Firma la petizione su change.org

    Collegati a questo link e firma la petizione al sindaco di Bologna http://chng.it/sjbq8PmzjX

  • LETTERA APERTA AL SINDACO: RIAPRIAMO I MERCATI CONTADINI

    LETTERA APERTA AL SINDACO: RIAPRIAMO I MERCATI CONTADINI

    Carissimi tutti, qui di seguito trovate una lettera aperta che stiamo per inviare al Sindaco di Bologna. In calce trovate le prime firme raccolte. Ci piacerebbe che a queste se ne aggiungessero altre, di singoli e associazioni, anche in preparazione dell’udienza conoscitiva chiesta da alcuni consiglieri comunali e prevista – pare – per mercoledì prossimo 25 marzo.

    Più firme avremo raccolto per quel giorno, più forte sarà la nostra voce dentro le istituzioni cittadine.

    Siamo consapevoli che, in questa rincorsa all’ordinanza più severa, la scelta del Sindaco di Bologna è stata superata dal decreto del Presidente Regionale. Ma speriamo, con questa iniziativa, di aprire un confronto con le istituzioni. Vogliamo continuare ad offrire un servizio essenziale alla città, affermando la sovranità alimentare che, mai come ora, deve trovare tutela nelle scelte politiche e amministrative.

    Non possiamo permetterci di perdere la nostra sicurezza alimentare. Firmate (via mail a p.lanzarini chiocciolina gmail.com) e invitate a firmare la nostra lettera aperta.

    Grazie

    Appello per l’istituzione di sbocchi di mercato per i PRODOTTI ALIMENTARI CONTADINI LOCALI a Bologna durante l’emergenza COVID-19

    Egregio Sindaco, Egregio Assessore Aitini, e, per conoscenza, Egregia Giunta del Comune di Bologna, 

    Comprendiamo il momento critico che sta vivendo il nostro paese e sosteniamo le decisioni assunte dall’amministrazione nazionale, regionale e comunale. Siamo consapevoli di dover contenere drasticamente gli spostamenti ed i contatti per ridurre le possibilità di contagio. 

    Come ben sapete, i prodotti alimentari sono generi di prima necessità, a cui nessuno può fare a meno. Chiudere i Mercati Contadini in città in questa ottica e in un contesto emergenziale ed imprevedibile significa pressoché annientare l’accesso diretto dei cittadini a prodotti alimentari locali e, di conseguenza, aiuta a compromettere la sicurezza alimentare della nostra comunità.
    I mercati contadini riforniscono migliaia e migliaia di famiglie in città con prodotti alimentari freschi e locali; con la loro chiusura il rischio di aumentare la concentrazione di persone al chiuso dei supermercati si fa, purtroppo, concreto. I mercati contadini rappresentano un rapporto diretto fra campagna e città, una filiera corta antichissima, senza intermediazioni, trasporti e passaggi che aumentano a loro volta gli spostamenti umani ed i conseguenti rischi di contagio.
    Per alcuni di noi si tratta di una esperienza quasi ventennale e, quindi, pensiamo di poter dire a ragion veduta che riteniamo possibile organizzare i nostri mercati garantendo le necessarie condizioni di tutela della salute pubblica, in pieno rispetto delle misure sanitarie straordinarie imposte dai DPCM vigenti in materia. 

    Ad esempio: 

    -Limitando gli accessi al mercato per mantenere le distanze di almeno 1 mt tra i clienti.

    -Prevedendo la presenza di un numero adeguato di facilitatori, oltre che di cartellonistica, che ricordino alla clientela di mantenere le distanze e rispettare le norme di sicurezza.

    -Usando i numeri salva-coda per evitare assembramenti di persone davanti ai banchi.

    -Utilizzando guanti ed altri presidi (mascherine) per ridurre i rischi di contatto diretto con i patogeni.

    -Sospendendo ogni forma di animazione e di consumazione, anche solo in forma di assaggio dei prodotti in vendita e riducendo e/o modificando gli orari di apertura. 

    Siamo anche disponibili ad attrezzarci per garantire il controllo degli accessi alle aree attualmente in uso (transennamento, recinzione con nastro da cantiere, ecc…) o, se ritenuto opportuno, ad utilizzare solo quelle aree mercatali che, strutturalmente, possono garantire un accesso regolamentato e controllato (ad esempio, via Azzo Gardino-Mercato Ritrovato, via Paolo Fabbri e via Tolmino – Campi Aperti) magari concedendo di ampliarne le giornate di apertura per poter accogliere i produttori affiliati normalmente afferenti ad aree mercatali considerate non idonee). 

    Nella ferma convinzione che i mercati di vendita diretta siano un’importante risorsa strategica a garanzia della sicurezza alimentare per la cittadinanza di Bologna, auspichiamo un ripensamento rispetto alla scelta di sospendere i mercati contadini di Bologna, ovviamente con la clausola che vengano rispettate rigorosamente le norme di cui sopra, ed eventualmente le altre che dovessero essere individuate come necessarie e attuabili nella circostanza. 
    Scriviamo dunque a voi nella certezza che si possa trovare, insieme, una forma che, pur garantendo le necessarie cautele per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus, permetta di conservare la sostanza della presenza in città di canali di vendita di prodotti freschi e del territorio (ottimi anche per rinforzare le difese immunitarie), in alternativa ai prodotti industriali della grande distribuzione, per il bene di tutti.

    Primi firmatari
    Ass.ne Campi Aperti per la Sovranità Alimentare; Ass.ne Mercato Ritrovato; Mercato Terra Terra di Ozzano; Associazione Idee in Campo; Produttori e sostenitori Biomercato Villa Serena San Lazzaro di Savena (Bo); C.I.A. Confederazione Italiana Agricoltori; Camilla Emporio di Comunità; Extinction Rebellion Bologna; Comitato Rigenerazione no Speculazione; Legambiente Bologna; Associazione 20 Pietre;

  • CampiAperti: elenco delle possibilità di vendita diretta e consegne a domicilio

    CampiAperti: elenco delle possibilità di vendita diretta e consegne a domicilio

    Abbiamo decentralizzato il sistema di ordini e vi proponiamo di seguito l’elenco e i contatti delle realtà produttive di CampiAperti che effettuano, in modo singolo o in gruppo, consegne di prodotti a domicilio oppure vendita diretta in azienda.

    Per ogni realtà produttiva è specificato se fa consegne a domicilio oppure no. Inutile pertanto chiamare per chiedere consegne a casa ai produttori che non lo le fanno. I siti online che non funzionano hanno problemi tecnici temporanei e per avere informazioni su quando verranno riaperti gli ordini occorre chiamare i contatti reperibili nei siti stessi.

    Ortofrutta

    • Fattoria Masi – ortaggi, frutta, farine, cereali, vino vendita in azienda il giovedì pomeriggio (via Prunaro 26, Sasso Marconi Bo) consegna a domicilio zona Calderino e Mongardino ceste@fattoriamasi.it
    • Piazza Martino – consegne a domicilio di ortofrutta a Bologna www.piazzamartino.it
    • Amabio – consegne a domicilio di ortofrutta, marmellate, succhi, vino… solo su Modena e provincia – vendita diretta in azienda (Modena) www.amabio.it
    • Funghibio – consegne a domicilio funghi Shijtake freschi e secchi, (Imola e Bologna) 340466101uno mauro.benati9@gmail.com
    • La Sega – vendita in azienda di cassette preconfezionate di ortaggi, farine, cereali, vino solo Savigno e dintorni (Savingo Valsamoggia, Bo) 329731431sei mail lasegabio@gmail.com
    • Arvaja – vendita diretta di ortaggi, farine e granelle in azienda (via Olmetola 16 Borgo Panigale, Bo) il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina distribuzione@arvaia.it
    • Carla Zanarini – consegne a domicilio Bologna e vendita in azienda di ortaggi di stagione, farine, cereali, passata di pomodoro, pasta secca www.bioortozanarini.com cibofrescobio@gmail.com
    • Il Granello – vendita in azienda di ortaggi e uova (via Bortignano 45 Pianoro, Bo) tel 3407575986 romanocosi@gmail.com
    • Ivan Setti – vendita in azienda e nei dintorni di ortofrutta (via Cassola di sopra 21 Piumazzo, Mo) ivansetti@hotmail.com 3407106522
    • Giovanni Cambi – vendita diretta in azienda di verdura e frutta il venerdi pomeriggio ( via Villabianca 1 Vignola) consegna a domicilio in zona Vignola-Guiglia tel 328622256quattro mail allis3@libero.it mailto:allis3@libero.it
    • Coltivare fraternità – consegna a domicilio di ortaggi attraverso il sito www.localtoyou.it, telefonando è possibile personalizzare la cassetta.

    Formaggi e latticini

    • Fattoria i Piani – consegne a domicilio Bologna e dintorni di formaggio di capra, yogurt 348371353nove
    • Cottu Salvatore – vendita diretta in azienda (Pianoro) 320082102tre

    Pane e prodotti da forno, farine, cereali, pasta secca e altri trasformati

    • La Palombara – consegna a domicilio Bologna di olio extravergine, olio vergine, pasta secca e farine di grani antichi (senatore cappelli, solina) e lenticchie cell 328174047nove info@masserialapalombara.it
    • Zapparoli – consegna a domicilio di pane, passata di pomodoro, farine e patate (Bologna e Carpi) cell 349788404tre mail az.agr.zapparoli@alice.it
    • Il regno delle upupe – consegna a domicilio di pane e prodotti da forno, anche vegan, farina, pasta, vini a Bologna e Imola carlobenatti67@gmail.com 348527358sette
    • Daniela Giacchè – vendita in azienda di trasformati di sughi, conserve, vellutate, zuppe, confetture e canapa light. Consegne su Ravenna e zone limitrofe www.viveresostenibile.eu tel 3383623428 danielagiache@gmail.com

    Vino e birra

    • Fermenti Sociali – consegna a domicilio Bologna e dintorni di birra artigianale/contadina www.fermentisociali.it 320347905cinque fermentisociali@yahoo.it
    • Urupia – consegna a domicilio Bologna di vino rosso (negramaro, montepulciano, primitivo, malvasia nero) e bianco (chardonnay) frise, taralli e biscotti 347087049sei (Brunella)
    • Vigneto Otto Logiurato – Vino bio a domicilio a Bologna e dintorni dalla Valsamoggia, Montebudello
      Pignoletto frizzante rifermentato in bottiglia metodo ancestrale, Barbera frizzante rifermentato in bottiglia metodo ancestrale , Rosso Bologna affinato in legno, Pignoletto superiore fermo affinato in legno. Stefano 347 6030240 stefano.logiurato@gmail.com

    Prodotti erboristici

  • Emergenza coronavirus

    Stiamo lavorando per trovare soluzioni al fine di riuscire a riportare in città i prodotti dell’agricoltura contadina biologica di prossimità in condizioni di totale sicurezza sanitaria. Vi aggiorneremo appena avremo qualche novità.
    CampiAperti

    Se volete essere certi di ricevere informazioni di quando e come riapriremo i mercati e/o come ricevere o prendere i nostri prodotti, lasciateci qui i vostri recapiti. Grazie



      tolminopiazza verdivagvicolo bolognettigobettisavenapratello

    • Chiusura mercati fino al 3 Aprile

      Chiusura mercati fino al 3 Aprile

      Carisssime co-produttrici e co-produttori, in ottemperanza all’ordinanza “emergenza covid-19 misure e tutela salute pubblica” del comune di Bologna, tutti i nostri mercati rimarranno chiusi fino al 3 Aprile.

    • Mercati aperti per Campi Aperti

      Mercati aperti per Campi Aperti

      Alla luce del decreto ministeriale di ieri, che chiede a chi fa attività commerciali di adottare misure organizzative volte a evitare assembramenti e a rispettare rigorosamente la regola di distanza di un metro fra individui, abbiamo pensato di comunicarvi questo mini-vademecum di “norme igieniche” contro il coronavirus, da adottare TUTT@ in tutti i mercati, in modo uniforme, come Campi Aperti:

      1. Niente tavoli né eventi culturali, incontri ecc. ai mercati finche’ sono in vigore ordinanze COVID-19 che vietano l’assembramento;
      2. RISPETTIAMO LA REGOLA DI ALMENO 1M DI DISTANZA FRA LE PERSONE adottando le seguenti misure:

      a. OGNI BANCO SI MUNISCE DI NUMERINI, NIENTE CODE

      b. Affiggiamo i CARTELLI in allegato ad OGNI BANCO

      c. Allarghiamo i banchi di esposizione più stretti di un metro con una sedia davanti per garantire la distanza minima richiesta.

      Qualcuno ha suggerito anche l’utilizzo dei guanti per dare un segnale della nostra attenzione alla questione di fronte ai nostri co-produttori. Questo è facoltativo, non è richiesto dal decreto.

    • SBAGLIANDO S’IMPARA (merda! E’ andata bene…)

      SBAGLIANDO S’IMPARA (merda! E’ andata bene…)

      Con questa mail , e questo oggetto, vorrei lanciare una nuova rubrica di Campiaperti , dove ci raccontiamo le cazzate e gli errori più grossi che facciamo nel nostro lavoro, a partire da quelli che riguardano la sicurezza a cui possiamo aggiungere quelli agronomici (tipo ho messo il tessuto sulle piantine di cavolo a luglio perchè c’erano le cavallette e le ho bruciate tutte!)

      L’ obbiettivo è di evitare collettivamente di ripeterli , salvando raccolti , reddito , arti o addirittura vite.

      Scrivere aiuta a ricordare , e anche le banalità tipo saldare senza guanti o tagliare col flessibile senza protezione è bene ripeterlo , magari allegando foto dei danni!

      Io ieri la cazzata l’ho fatta grossa ,trasportando un carro di letame da 50 q , in una strada con forte pendenza dimenticandomi di inserire la trazione anteriore del trattore! Risultato, la macchina e il rimorchi hanno preso velocità , i freni non eccellenti hanno dato 2 pompate a vuoto di troppo e io per fermarmi ho dovuto buttarmi fuori strada verso la scarpata di monte , buttando giù un albero e ribaltando il trattore.

      Se sono qui a scrivere ,oltre al culo ,è anche perchè in quel punto la strada non era molto ripida ,ma sopratutto perchè la mattina il Dio dei contadini mi ha ricordato di mettermi la cintura di sicurezza,senza la quale probabilmente finivo sbalzato fuori dalla cabina con forte rischio di schiacciamento. E questo lo sottolineo perchè so che il roll-bar ormai ce l’avete tutti , ma la cintura non la mettete mai , e anche in pianura basta un fosso e un attimo di distrazione per ribaltarsi.

      Ovviamente un buon impianto di frenatura aiuta , come diceva il compagno Moretti “i freni sono importanti , chi frena male campa male”

      Michele (restiamo vivi che dobbiamo cambiare il mondo)

    • Nuovi si, …ma sempre di OGM si tratta

      Nuovi si, …ma sempre di OGM si tratta

      Nuovi risultati scientifici sostengono la decisione dell’Europa di classificare OGM gli organismi ottenuti con l’editing genomico.

      Postiamo qui il link ad un interessante articolo di Daniela Conti, biologa da tempo attenta alla questione, sulle rilevanze scientifiche (e sul motivo per cui non ce ne sono molte di più) che avvalorano la scelta europea di classificare il genome editing come tecnica di modifica genetica. Equiparando quindi i prodotti di queste tecniche agli OGM.

      Questo articolo e, soprattutto, le prove scientifiche raccolte per scriverlo aggiungono motivazioni anche di carattere biologico alla posizione di tutte le organizzazioni che da tempo si battono contro questi “incantesimi” che propongono le stesse minestre convinti che basti cambiare nome alla cacca per trasformarla in un’altra cosa. Rimane merda anche se la chiamiamo, chessò, deposito ultimo di sostanze biologicamente trasformate…

      Il resto delle motivazioni risiede nella resistenza ad un sistema agricolo che cerca continuamente di mettere sotto il controllo di pochi la produzione di alimenti. Che, comunque, ci sembra sia una ragione sufficiente di per sé.

    • I semi e la resistenza contadina

      I semi e la resistenza contadina

      Il primo anello delle filiere di produzione agricola sono i semi.
      Come riportare al contadino le possibilità di scambio e cultura a partire dai semi?
      Come rendere i cittadini consapevoli dell’importanza dei semi per salvaguardare la biodiversità delle nostre terre?

      Il 15 febbraio alle 18.00 presso il Centro Sociale della Pace, via del Pratello 43, ne discuteremo con Germana Fratello (CampiAperti), Roberto Schellino (Associazione Rurale Italiana), Mauro Conti (Centro Internazionale Crocevia) e un ospite di Mercatiniera Parma.
      E’ un’iniziativa di avvicinamento all’appuntamento nazionale di Genuino Clandestino a Parma, 17-19 aprile 2020.

      I semi, elemento cardine dell’attività agricola, sono al centro di una questione difficile e delicata e costituiscono una tematica politica controversa e spinosa. Una parte maggioritaria del mercato mondiale dei semi è in mano a poche multinazionali e, mentre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconosce dal 2018 tra i Diritti collettivi dei contadini anche il diritto alla gestione delle sementi, le normative nazionali ed internazionali contrastano questo diritto.
      La progressiva perdita di agrobiodiversità che si verifica in seguito alla concentrazione del mercato della semente mette a rischio la sicurezza alimentare e la sovranità alimentare delle comunità e, per questo, conoscere bene cosa si muove intorno ai semi è necessario per i contadini e per l’intera cittadinanza.

      Ne parleremo con linguaggio accessibile anche ai non esperti, con l’obiettivo di porre le basi di un percorso di costruzione di nuove case delle sementi nella nostra regione.

      A seguire, dalle 20, aperitivo contadino!

    • Assemblea Generale sabato 25 gennaio 2020

      il giorno sabato 25 gennaio 2020 dalle 14.00 alle 19.30

      presso AVIS -Vignola, Via Caduti sul Lavoro, 660, 41058 Vignola (MO)

      Per discutere del seguente ODG:

      14:00 – Accoglienza

      14:30 – Apertura (accordi di base + ruoli)

      14:40 – Annunci brevi (calendarizzazione completa AG 2020, weekend di lavoro alla Lodola, tesseramento, ExSani, altro?)

      14:55 – Rinnovo incarichi “Consiglio Direttivo” per il 2020, preannuncio candidatura nuova presidenza per il 2021 (Ha! Adesso siete belli incuriositi, scommetto!)

      15:05 – Lettera ARI-Crocevia contro gli NBT – proposta di firmare come CA + posizionamento

      15:10 –Resoconto GRUPPO STRATEGICO + Proposta percorso “Programma Politico per la Sovranità Alimentare” (presentazione lavoro gruppi)

      15:40 – Inizio lavoro in gruppi

      16:40 – PAUSA caffè…tutto da portare e da condividere, come al solito!

      17:00 – Plenaria: Visite d’ingresso

      17:20 – Resoconto TAVOLO GARANZIA PARTECIPATA

      17:50 – Restituzione sintesi gruppi + posizionamento proposte del gruppo strategico

      18:50 – Posizionamento proposta TAVOLO BILANCIO – pubblicazione contributi

      19:05 – Richiesta Assemblea di mercato Savena + Posizionamento – Introduzione banco condiviso di prodotti CA mancanti gestito da un coproduttore (stile Piazza dei Colori)

      19:20 Lettura delle decisioni prese

      19:30 Chiusura

      A presto,

    • La storia di Xm24 scritta da Wolf Bukowski

      [Mentre scriviamo quest’intro, ancora una volta, soffia aria di imminente sgombero per XM24, che dal 15 novembre scorso occupa una parte dell’ex-Caserma Sani, in zona Casaralta, Bolognina est.

      Chi ha visitato il nuovo XM24 sa che atmosfera si sia respirata in questo mese abbondante di autogestione e recupero dal basso di un’area enorme (e verde), dismessa e chiusa da decenni.

      Ora la Procura ha ottenuto dal Gip il sequestro preventivo dell’area, che è proprietà di Cassa Depositi e Prestiti. Mossa che di solito prelude all’intervento delle forze dell’ordine.

      A quest’occupazione si è arrivati dopo il fallimento – per la “melina” e il sabotaggio dell’amministrazione comunale – della trattativa per un nuovo spazio. Il tavolo era stato riaperto il 6 agosto, giorno dello sgombero di via Fioravanti 24.

      Leggi L’articolo completo:

      https://www.wumingfoundation.com/giap/2019/12/la-sfida-di-xm24-contro-il-nulla-1/?utm_source=facebook&utm_medium=Social&utm_campaign=SocialWarfare&fbclid=IwAR3WZrfke0oKE0ACH0aVntSoeBxBaqqAeKD79SwkBL8LtBoJkfgaLyA-DsM
    • LA POLITICA DELL’ODIO

      LA POLITICA DELL’ODIO

      La voce della Procura di Bologna sul destino della ex caserma Sani è arrivata molto presto, troppo presto. Se facciamo un confronto con la storia dell’ex caserma Masini e dei quattro anni e mezzo di occupazione di Labas ci rendiamo conto che il vento è cambiato e la tolleranza all’oggi è diventata zero. Essendo la Procura evidentemente condizionata dalle dinamiche politiche nazionali, dall’aria che tira, possiamo dire che la grande avanzata della destra culturale si sta facendo sentire.
      Nessuno, nell’arco politico parlamentare, mette in discussione le dichiarazioni del procuratore: “non si occupa a proprio piacimento in spregio al diritto di proprietà”.

      C’è qualcosa di particolarmente odioso in questa dichiarazione pubblica, non solo per quello che viene detto, ma soprattutto per quello che viene ignorato:
      – che XM24 un posto l’aveva è gli è stato tolto;
      – che c’è un accordo sottoscritto dalla Giunta comunale che assumeva impegni che poi non sono stati mantenuti;
      – che il luogo è di proprietà pubblica e abbandonato da vent’anni, senza una destinazione d’uso definita;
      – che migliaia di persone hanno mostrato il bisogno di uno spazio di socialità libera, fuori dalle regole del mercato;
      – che molti artisti hanno mostrato il bisogno di luoghi dove esprimersi liberamente, fuori dalle dinamiche del mercato;
      – che il mondo dell’economia solidale ha bisogno di spazi liberi dove portare avanti le proprie sperimentazioni;
      – che a Bologna gli studenti non trovano più case da abitare;
      – che a Bologna, ci sono centinaia di persone per strada, senza un tetto, allo stremo.

      Lo sbirro, con un certo ghigno, ci dice che non glie ne frega un cazzo di niente. Fuori tutti, e poche storie, che il diritto di proprietà è sacro.

      Questa è la vera politica dell’odio!
      Se si va avanti per questa strada la situazione prima o poi esploderà. A troppi, evidentemente, questo scenario non dispiace.

    • Fa bene chi fa il grano

      Fa bene chi fa il grano

      Tratto da:

      https://ilmanifesto.it/fa-bene-chi-fa-il-grano/

      Di Giuditta Pellegrini

      Bologna fucina di nuove esperienze economiche e sociali. E’ qui che prende forma il Laboratorio Bolognese per la Moneta Sociale, da ora ufficialmente aperto alla sperimentazione per l’uso di una moneta autogestita che vuole mettere in rete e potenziare le diverse realtà cittadine che operano secondo i principi dell’economia solidale.

      Il Grano, questo il nome della moneta complementare, ha stampati sulle due facce i volti delle partigiane eroiche Irma Bandiera e Edera De Giovanni, scelti per rappresentare i principi comuni che sottendono al progetto, al di là delle differenze di chi ne fa parte: «Il Laboratorio Bolognese per la Moneta Sociale combatte le gerarchie e qualsiasi discriminazione legata al genere e all’orientamento sessuale, all’età, alla provenienza e alle condizioni sociali ed economiche», si legge nel manifesto.

      IL LABORATORIO E’ NATO DA UN GRUPPO DI LAVORO che si è sviluppato all’interno di Campi Aperti, l’Associazione per la Sovranità Alimentare che ha inaugurato da anni ormai una consolidata rete di mercati contadini in numerosi punti di Bologna. Il gruppo si è avvalso di un periodo di formazione presso Mag6, la cooperativa di Reggio Emilia che si occupa di fornire strumenti utili per una finanza mutualistica, come il Buono di Uscita Solidale (BUS), con il fine di sostenere un’idea di ricchezza non accumulata ma distribuita, che ritorna nelle mani della comunità che l’ha prodotta.

      «Il Grano è un tentativo di creare un’esperienza di autogestione intorno ai sistemi di scambio: si tratta innanzi tutto di un’iniziativa politica che vuole sondare le possibilità di lavoro collettivo nell’uso delle monete» – racconta Carlo Farneti, uno degli attivisti del Laboratorio, nonché militante storico di Campi Aperti. «Il riconoscimento del valore di un pezzo di carta è un’operazione delicata, quasi metafisica – spiega – e per questo ora stiamo lavorando sulla promozione della moneta a partire dalla valorizzazione dei contenuti di cui è portatrice, quali la giustizia sociale, l’ecologia e le relazioni corrette tra le persone».

      UNA DELLE DIFFICOLTA’ PRINCIPALI NELLA NASCITA delle monete complementari è infatti il riconoscimento del valore delle stesse da parte di un ampio pubblico. Ecco perché il Laboratorio si propone un periodo di sperimentazione di circa un anno, in cui verranno emesse piccole quantità di moneta per sondare qual è la percezione da parte sia degli utilizzatori che dei produttori che la ricevono.

      Il Grano ha un valore equivalente di un Euro ed è convertibile in 3 KG di granella di grano biologico alla prima mietitura utile. In cambio dei Grani, si può effettuare un’offerta al Laboratorio, che verrà utilizzata per sviluppare progetti di interesse collettivo, per esempio migliorare gli spazi comuni, acquistare arredi o creare aree per i bambini nei luoghi in cui si tengono i mercati. Tutte le decisioni relative alla moneta sono prese attraverso le assemblee del Laboratorio, aperte a tutti. Sul sito https://grano.noblogs.org è già visibile una prima lista di chi aderisce al progetto, tra cui, oltre ai produttori di Campi Aperti, lo Spaccio Popolare Autogestito e la mensa del Circolo Berneri, la bottega del commercio equo e solidale ExAequo e numerosi artigiani che offrono le proprie abilità, decidendo quanto del costo potrà essere coperto in Grano e quanto in moneta corrente.

      «L’uso di questa moneta non è soltanto un esercizio intellettuale, ma porterà, quando le emissioni saranno consistenti, a dei vantaggi concreti per tutti. Nel momento in cui verrà riconosciuta, produrremo nuova ricchezza e noi pensiamo che questa debba essere in mano della comunità», spiega ancora Carlo.

      LE POTENZIALITA’ DELL’UTILIZZO DI MONETE ALTERNATIVE come il Grano sono enormi, perché innescano un circuito virtuoso che si incunea nel sistema economico ufficiale, creando delle crepe entro le quali è possibile la condivisione e il reciproco sostegno delle realtà che vi partecipano. A differenza del sistema capitalista, l’economia solidale si basa infatti su un elemento fondamentale che la rete di Bologna ha saputo costruire in molti anni di lavoro sul territorio: la fiducia.
      Una moneta chiamata fiducia è proprio il titolo del nuovo libro del giornalista e scrittore Daniel Tarozzi, pubblicato per Chiarelettere e che descrive l’esperienza vincente del Sardex e le sue molteplici ricadute nel dare impulso all’economia locale. Questa moneta complementare, nata in Sardegna una decina di anni fa da un gruppo di imprenditori per fronteggiare la crisi economica a partire da un modello basato su cooperazione, reciprocità e mutuo credito, è oggi diffusa in numerose regioni italiane, con un giro d’affari di più di 350 milioni di euro e 4000 imprese coinvolte.

      PER COMPRENDERE I VANTAGGI DELLA MONETA POPOLARE, basti pensare a un contesto di crisi intensa, in cui potrebbe avere un ruolo strategico nel sopperire alla mancanza di denaro liquido. La sfida del Grano però è ancora aperta, soprattutto come strumento di scambio a proprietà diffusa il cui scopo non è di promuovere lo sviluppo economico in generale, ma di rivolgersi a chi fa delle scelte ben precise in termini di condizioni e di relazioni.

      Attraverso le decisioni collettive prese dal Laboratorio con il metodo del consenso, dei semplici cittadini potranno scegliere quanto emettere secondo un progetto preciso che ha il fine di sostenere in maniera inclusiva tutti i membri della comunità. Proprio per facilitare gli incontri il progetto preferisce rimanere in ambito bolognese, pur auspicando di ispirare nuove realtà a seguire l’esempio, per assicurare trasparenza e partecipazione, che sono gli strumenti essenziali per ricordarci il ruolo attivo che ognuno di noi può avere nel costruire un’economia più giusta.

    • Gli scherzi del  Corriere

      Gli scherzi del Corriere

      Il Corriere della Sera, in vena di scherzi, pubblica in data 4/12 nelle sue pagine di Bologna il curioso titolo, “Campi Aperti sarà pro Bonaccini” e un articolo senza fondamento che sostiene questa tesi.
      Siamo quindi costretti a smentire qualsiasi sostegno della nostra associazione a qualsiasi candidato di qualsiasi schieramento nella prossima turnata elettorale.
      Pertanto le eventuali presenze di soci di Campi Aperti per la Sovranità Alimentare in liste elettorali sono da considerare iniziative strettamente personali, che non coinvolgono in nessun modo l’associazione.
      Increduli per tanta approssimazione auspichiamo una rettifica da parte del Corriere Bologna

      Campi Aperti per la Sovranità Alimentare

    • CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE  sabato 16 novembre 2019

      CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE sabato 16 novembre 2019

      il giorno sabato 16 novembre 2019 dalle 8.30 alle 18.00

      presso la sala consiliare, Municipio di Vignola Via Giovan Battista Bellucci, 1, Vignola (MO)

      (con grande parcheggio gratuito a fianco nell’ex mercato ortofrutticolo)

      8:30 Accoglienza  – Per chi vuole, portate qualcosa per una colazione collettiva!

      9:00 Apertura – assegnazione ruoli, accordi di base

      9:10 Annunci brevi

      9:30 Visite d’ingresso + richiesta deroga temporanea prodotto

      10:00 Proposte MAG6-CA – Percorso di analisi organizzativa CA, introduzione strumento del tutoraggio senza prestiti per produttori CA

      –       10:00- 10:45 Presentazione proposte + domande

      –       11:00- 12:00 Gruppi di lavoro

      –       12:00- 12:45 Restituzione/posizionamento

      12:45- 14:30 PAUSA PRANZO – PRANZO COLLETTIVO, OGNUNO PORTA QUALCOSA! …con diverse possibilità insolite di ‘ripresa fisica’ a disposizione, per chi vuole, mettetevi vestiti comodi!

      14:30 – Chiarimenti Reg Erboristi – Che cosa abbiamo abrogato dal regolamento saponificatori?

      14:40 – Tavolo GP, richiesta parere su possibile espulsione

      15:10 – Proposta banchetto raccolta firme Pratello, Potere al popolo + Proposta assunzione Karim – Presentazione proposte + domande generali + obiettivi per gruppi

      15:50 – Lavoro gruppi

      17:00 – Restituzione + Posizionamento

      17:45 – Lettura decisioni prese

      18:00 – Chiusura: Prossima assemblea generale straordinaria – DOMENICA 15 DICEMBRE 14-19, luogo da determinarsi

    • 13 ottobre ’19 La festa di tutto quello che abbiamo in comune

      13 ottobre ’19 La festa di tutto quello che abbiamo in comune

      Torna anche quest’anno la festa di Campi Aperti in piazza VIII Agosto. Quest’anno insieme a Camilla-Emporio di Comunità per celebrare le pratiche e i valori che ci accomunano: dall’economia al cibo, dalle relazioni, alla madre terra.

      Domenica 13 ottobre dalle 09.00 alle 20.00 un ricco programma di incontri, laboratori, degustazioni, musica, ecc… Il tutto all’interno della cornice di uno splendido mercato contadino, biologico, a km0, autogestito, senza sponsor a cui cedere sovranità in cambio di denaro e senza ospiti scomodi a dettare la linea o a fare comizi, ma con tanti amici con cui fermarsi un po’ a ragionare. Un programma ancora in evoluzione e che, man mano che arriveranno le conferme, aggiorneremo su questa pagina

      PROGRAMMA (in progress)

      _LABORATORI E ATTIVITÀ

      > ore 17 Giochiamo al taboo di tutto quello che abbiamo in comune  
      > ore 17 Mangiamo la torta collettiva più grande del mondo


      _APPROFONDIMENTI in zona tendone centrale

      > ore 10-12 “una per tutte, tutte per una” 
      Nuove forme di mutualità per cambiare le regole del gioco
      Scoprire chi siamo attraverso dei libri viventi

      > ore 15 Quale agricoltura nutrirà il pianeta nel futuro?
      Due modelli di agricoltura si fronteggiano sul nostro pianeta. Da un lato, l’agricoltura industriale, dominata da grandi corporations e grandi aziende iper-specializzate che operano su un mercato globalizzato. Dall’altro lato, le agricolture contadine, con piccole aziende e coltivazioni diversificate, più attente all’ambiente, le cui pratiche agricole si sono adattate agli ecosistemi naturali e i cui prodotti sono distribuiti su mercati locali. Secondo i dati del Comitato per la Sicurezza Alimentare della FAO, le agricolture contadine a conduzione familiare garantiscono il nutrimento per il 70% della popolazione della terra. Eppure, da decenni, soprattutto nei paesi del Nord del mondo, dominano idee e politiche secondo le quali l’agricoltura va “modernizzata” e “industrializzata” e i relativi mercati “liberalizzati”. Senza tener conto degli effetti distruttivi di queste politiche sulle agricolture contadine del Sud del mondo, né dell’impatto ambientale dell’agricoltura industriale, che è uno dei settori economici che più contribuiscono al riscaldamento globale, è responsabile dell’emissione del 21% di CO2 ed è una delle principali cause di inquinamento delle acque, attraverso fertilizzanti e dei pesticidi chimici. Senza tener conto, infine, dello sfruttamento del lavoro bracciantile che è spesso connesso all’agricoltura industriale. È indispensabile modificare queste politiche e sostenere pratiche agricole ecologiche e circuiti locali di produzione e distribuzione del cibo, rendendo protagonisti i produttori di piccola Scala. ​

      Campi Aperti e Camilla ne discuteranno con:
      – Stefano Liberti, giornalista e saggista, che nelle sue inchieste ha approfondito i devastanti effetti ambientali e sociali delle industrie globali del cibo, il land grabbing in molti paesi del Sud del mondo, i problemi di un sistema di distribuzione basato sulle grandi catene di supermercati;
      – Roberto Congia e Andrea Cinus, del Movimento dei Pastori Sardi, che descriveranno la situazione della pastorizia in Sardegna e le ragioni e gli esiti della lotta dei pastori per ottenere un giusto prezzo per il latte ovino;
      – Holly Tiffen del movimento inglese delle Transition Town di Totnes, per capire quale transizione è possibile a un modello di produzione equo e sostenibile, nelle campagne e nelle Città. 
      _Germana Fratello, contadina e attivista di Campi Aperti
      _Un rappresentante del movimento Sem Terra 
      Introduce e modera: Mimmo Perrotta


      CONCERTO

      > ore 18.00  Donpasta 
      Food sound System 
      Cucina e vinili


      _TUTTO IL GIORNO in piazza

      > banchetti dei produttori di campi aperti e di camilla
      >  mostra “una per tutte, tutte per una”
      > banco informativo di Camilla e Campi Aperti con utili gadget sostenibili per autofinanziamento della giornata
      > si mangia e si beve con i prodotti contadini del territorio
      > spazio bimbi
      > campagna tesseramento campi aperti 


      In  collaborazione con

      WeWorld-GVC Onlus e Terra di Tutti Film Festival
      Cooperativa Arvaia
      Mag6
      Aress – Lo scoiattolo

    • XM24 – lotta continua

      Giovedì 12 dalle 17.30 nel parco dietro il cantiere di via Fioravanti continua il mercato di Campi Aperti e il presidio per XM24 – Lotta continua contro il Nulla che avanza!

      https://www.facebook.com/CampiAperti/posts/10157428593292207
    • Vicini ad XM24

      Vicini ad XM24

      Dopo le clamorose vicende di ieri che hanno visto lo sgombero di xm24 e la promessa da parte del comune di trovare un nuovo spazio entro il 15 novembre, noi continueremo a svolgere il mercato nelle immediate vicinanze, riportiamo dal sito di XM24 uno stralcio del comunicato da poco uscito:

      L’abbraccio di tutto XM24 va ai compagni e alle compagne che da vicino e da lontano hanno reso possibile trasformare quella che poteva essere una cocente sconfitta in una giornata di resistenza.
      Non possiamo nascondere il nostro dolore: uno spazio fondamentale per la città e per le vite di tutte e tutti noi è stato sottratto con la forza a chi per 17 lunghi anni l’ha amato, vissuto e fatto vivere. Ma questa giornata dimostra che il Nulla può e deve essere fermato, anche in un momento storico in cui la repressione sembra non trovare un argine.
      Quello che abbiamo ottenuto è un pezzo di carta, inizia ora l’impegno di XM24 e di tutti i solidali per costringere l’amministrazione a rispettarlo. Con questo spirito ci prepariamo ad attraversare le prossime settimane. Giovedì alle 19 assemblea pubblica nel parco alle spalle di XM24.

      http://www.ecn.org/xm24/2019/08/06/la-storia-infinita-non-termina-qui/

      Andate a leggerlo tutto!

    • La verità su XM24 contro le bugie di Merola!

      La verità su XM24 contro le bugie di Merola!

      PRESIDIO LUNEDÌ 15 LUGLIO ALLE ORE 15 IN PIAZZA MAGGIORE – SOTTO IL COMUNE – IN OCCASIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

    • Lettera aperta al Sindaco di Bologna Sig. Virginio Merola

      Lettera aperta al Sindaco di Bologna Sig. Virginio Merola

      Buongiorno Sig. Sindaco, mi chiamo Stefano Leonardi, sono un pensionato di 64 anni e sono nato in via Fioravanti, al n. 7, dove tuttora abita mio padre, Antonio, di 99 anni.
      Apprendo, con molta tristezza e senza comprenderne le motivazioni, che Lei e le sua giunta avete deciso di sgomberare il centro sociale XM24.

      L’unica esperienza, in questi anni, che ha ridato corpo e sapore a un quartiere inevitabilmente destinato alla scomparsa del suo patrimonio di storia, di resistenza e di cultura proletaria.

      Quando ero piccolino il mercato ortofrutticolo rappresentava un punto di riferimento, di aggregazione e di vita.

      Si vedevano arrivare alla mattina presto i “ fruttaroli” con i carretti con i cavalli per comperare la frutta e la verdura che poi avrebbero rivenduto nelle loro botteghe, arrivavano anche dalla provincia. La sera prima erano arrivati i camion con la frutta dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Campania.

      Sotto casa mia, proprio di fronte a quella che è adesso Liber Paradisus, c’era il bar Bruno, dove si trovavano tanti abitanti della zona. Operai (molti di loro erano ex Partigiani), gente del quartiere, i camionisti che venivano dal sud ed anche noi bambini – c’erano i gelati sfusi Sammontana… (un cono da 10 lire….).

      Dove c’è adesso il palazzo ex Telecom – sciaguratamente sgomberato anch’esso nonostante avesse espresso un’esperienza estremamente positiva- c’era la fabbrica dell’ACMA, una fabbrica di macchine automatiche i cui operai erano modello ed esempio per noi bambini. Posso dire che sono diventato Comunista grazie a loro. Dopo tutto non era passato poi molto tempo dalla fine della guerra, e la maggioranza degli operai delle fabbriche bolognesi era comunista, molti operai venivano da esperienza partigiana e di Resistenza.

      All’angolo di via Fioravanti con via Gobetti c’era un deposito dove un signore raccoglieva carta e cartone.

      Un chilo di carta o cartone lo pagava 5 lire. Così, siccome eravamo tanti bambini e tutti poveri, nei pomeriggi d’estate ci organizzavamo e andavamo a raccogliere ovunque nel quartiere carta e cartone. In un pomeriggio riuscivamo a raccoglierne anche 20 o 30 chili. Con i soldini che ricavavamo, più o meno 150 lire, andavamo al mercato ortofrutticolo e compravamo un’anguria che mangiavamo, con gioia e soddisfazione, spesso nel capannotto del maniscalco (sì, perché dentro il mercato c’era il maniscalco, che ferrava i cavalli che trainavano i carretti che venivano a
      prendere la frutta). Tempus fugit…

      All’angolo di via Fioravanti con via Carracci c’è ancora quel grande palazzo bianco, il palazzo della Banca, così era chiamato. Ci abitavano i dipendenti di una banca, non ricordo quale. Il problema era che i cortili erano in comune. Noi di via Fioravanti e quelli di via Carracci eravamo tutti poveri mentre quelli della “banca” erano sicuramente più ricchi di noi. Ma quando si è bambini queste cose non hanno nessuna importanza e di fatto noi giocavamo tutti assieme senza nessun problema. Solo dopo un po’ di tempo venimmo a sapere dai ragazzini “figli di quelli della banca” che i loro genitori gli avevano detto di non giocare più con noi perché noi eravamo gli “ zingari “.

      Mi scusi, Signor Sindaco, per queste riflessioni e ricordi estemporanei, ma con quale motivazione lei intende sgomberare l’unica esperienza degli ultimi 30 anni in Bolognina che si ricollega perfettamente allo spirito di
      fratellanza, libertà e solidarietà che questo quartiere rappresenta.

      L’XM24 si basa su questi principi. Quando ho iniziato a frequentarlo ne ho apprezzato lo spirito – che mi ricordava proprio quello che vivevo io da bambino – e l’idea che lo guida.

      Accoglienza, fraternità, solidarietà.

      I ragazzi di Campi Aperti con i loro prodotti, la Signora di Reggio che cucina divinamente, potersi bere una birra facendo conoscenze e incontri culturalmente produttivi e tanto altro.

      Perché porre fine alla continuazione di una storia che è solo positiva, ricca e stimolante?

      Per far contento Mazzanti? Per interessi “altri”?

      La prego di cuore, non si renda complice di un omicidio culturale come la chiusura di XM24.

      Non alimenterebbe altro che odio e rancore nei suoi confronti. A partire da me.

      Stefano Leonardi

      Nato e cresciuto in via Fioravanti

      firma l’appello http://chng.it/rgw6BPxRRS