Categoria: Primo Piano

  • Forme di restistenza alla GDO – incontro e cena benefit per CA

    Forme di restistenza alla GDO – incontro e cena benefit per CA

    Una serata sulle forme autogestite di sostegno alle piccole realtà contadine.

    Venerdì 9 marzo, presso il Lazzaretto Autogestito – Via Pietro Fiorini 12, Bologna

    H 20 Cena benefit per Campi Aperti a cura di Eat the Rich

    H 21 Dibattito: forme di resistenza alla GDO nella costruzione del
    rapporto con le comunità
    con CAMPI APERTI/EAT THE RICH/EMIDIO DI TREVIRI, collettivo
    di ricerca

    H 00 PsyTrance Party a cura di Out Of Control PsyFamily
    — PsyFreaks back in da Squat —

    Evento Facebook: qui

  • Casa dei semi in Sardegna e “miscugli Ceccarelli”  –  report di Germana

    Casa dei semi in Sardegna e “miscugli Ceccarelli” – report di Germana

    Da venerdì 16 febbraio a lunedì 19 sono stata in Sardegna, invitata dalla rete locale di Genuino Clandestino, per parlare di quello che stiamo
    sperimentando con i miscugli "Ceccarelli". L'occasione è stata un incontro presso la "Casa dei semi", da poco inaugurata, e visto che sapete già cosa
    facciamo noi di CampiAperti con i miscugli (lo spero!) e che ho raccontato agli amici sardi, vi scrivo cosa stanno facendo loro. La Casa dei Semi è un
    piccolo spazio, una sorta di magazzino annesso all'abitazione, che una persona ha messo a disposizione per questo progetto. Si trova a Domusnovas
    Canales, nel comune di Norbello, al centro della Sardegna, in modo che possa essere raggiungibile sia dal nord che dal sud della Sardegna. Nella
    casa sono conservate in barattoli di vetro piccole quantità di sementi che le persone vogliono donare al progetto. Si tratta sia di sementi di varietà
    antiche che si sono conservate in Sardegna nei secoli come di varietà provenienti da varie parti, compresi i miscugli "Ceccarelli" di grano e
    orzo. Considerate che in Sardegna, a differenza che da noi, si sono conservate molte varietà antiche e gli appassionati che girano nei paesi
    chiedendo agli anziani se hanno sementi che si autoproducono, trovano sempre nuove varietà interessanti. Comunque la casa dei semi è aperta anche
    a varietà provenienti da altre aree italiane o estere. A chi vuole donare sementi si chiede innanzitutto di condividere solo sementi che già
    utilizzano e coltivano da almeno tre anni, e di compilare una scheda con le caratteristiche della pianta, le esigenze colturali, ecc. A chi prende le
    sementi è richiesto di restituirle l'anno successivo con almeno il 30% in più, in modo da aumentarne via via la quantità. Anche chi prende le sementi
    deve compilare una scheda, in modo che si sappia come hanno prodotto, se hanno riscontrato problemi o altro. In questo modo nel tempo insieme alle
    sementi si avrà anche una sorta di banca dati sulle caratteristiche e sull'adattamento a quella varietà in varie zone di coltivazione. Hanno
    anche in programma di utilizzarle per costituire miscugli evolutivi, e provare anche quelli.
    
    Il progetto è solo agli inizi ma mi è sembrato bellissimo, ci vorranno sicuramente molte energie per portarlo avanti e spero che ce la facciano, e
    poi la Sardegna è una terra magica, non ero mai stata al suo interno, ci avevo fatto solo qualche campeggio al mare da ragazzina, quando ancora
    esistevano le vacanze estive. Come potete immaginare sono tornata con una gran voglia di tornarci anche in estate!
    
    Germana
  • Presidio antifascista venerdì 16 febbraio alle 18:30 in  Piazza Maggiore

    Presidio antifascista venerdì 16 febbraio alle 18:30 in Piazza Maggiore

    C’era una volta, neanche tanto tempo fa, un bellissimo pollaio sulla cima di una verde collina. La vita nel pollaio si svolgeva abbastanza tranquilla fino al giorno in cui successe un fatto straordinario e inquietante: i ratti e le faine, che fino a quel giorno erano stati tenuti lontani dal pollaio, si presentarono alla porta del recinto chiedendo di entrare.
    A quella richiesta inattesa dentro al pollaio si scateno il putiferio: “no, non facciamoli entrare!” risposero gli animali allarmati “ci ricordiamo bene dei racconti dei vecchi, dei tempi terribili in cui i predatori ci allevavano per mangiarci”.
    Le oche, i tacchini, le galline e persino i conigli iniziarono a starnazzare, a dibattersi, a protestare sino a che emerse, profonda e roca, la voce di un grosso maiale: “ma questi sono diversi” disse il porco, semi affondato in una grande pozzanghera “a quei tempi c’erano le volpi i lupi, tutta un’altra storia”.
    L’intervento del maiale fece scendere il silenzio e una grande perplessità tra gli animali: a chi bisognava dare credito? Al maiale, che sicuramente era il più istruito di tutti gli animali del pollaio, oppure alle vecchie storie del passato? Effettivamente, a ben guardare, questi erano ratti e faine, non certo volpi o lupi! Molto più piccoli e all’apparenza abbastanza innocui…anche se giravano voci terribili che li accusavano di rubare le uova e di rapire i pulcini.
    Mentre ciascun animale rifletteva tra se e se si sentì lo scatto della serratura del cancello. Melampo, il vecchio cane guardiano, aveva aperto l’ingresso. “Tutti hanno diritto di vivere nel pollaio”, sentenziò il pastore. Nessuno osò contraddirlo. Del resto era lui ad avere l’ultima parola li dentro.
    Il gelo scese tra gli animali mentre i nuovi arrivati entravano sorridenti a baldanzosi. In fila per quattro, ben distanziati e impettiti, i ratti occuparono il centro dello spiazzo, mentre le faine, più informali, si sparsero a curiosare ovunque. Quello che sembrava il capo, in grosso topo maschio dalla coda spelacchiata, prese la parola: “cari concittadini” disse il topone con voce stridula “non abbiate timore, siamo qui per aiutarvi e a portare nel nostro amato pollaio più pulizia, più ordine e più disciplina”. E in effetti ai tacchini interessava un po più di ordine quando arrivava la razione del cibo e le oche avrebbero gradito che qualcuno tenesse a bada i conigli impertinenti … Insomma le parole del topo rincuorarono molti degli animali del pollaio.
    “E vi difenderemo dai nemici” continuò il vecchio ratto ” dai merli, dai fringuelli, dalle rondini che vi rubano il cibo, vi sbeffeggiano e nidificano – senza autorizzazione – sul tetto del pollaio”. Queste parole sollevarono ancor di più gli animali, molti dei quali proprio non sopportavano i passeriformi e i loro simili.
    La sera arrivò presto e gli animali andarono a dormire nei loro nidi ma non dormirono sonni tranquilli. I passi delle ronde dei topi, le ombre furtive che si muovevano nella notte tennero svegli molti dentro il pollaio. In particolare quelli che ricordavano le parole della nonna sui tempi dei predatori, e anche quelli che avevano visto con i loro occhi rubare le uova… o peggio!
    “Ma cosa possiamo fare? ” si sussurravano l’un l’altro nella notte ” cosa possiamo fare contro quei denti aguzzi e quegli occhi feroci” dicevano le galline. “noi siamo animali pacifici, inermi, cosa possiamo fare contro Melampo, che ha deciso di farli entrare?” dicevano i conigli “con un sol morso può ucciderci tutti” si lamentavano “come possiamo opporci al maiale, che da solo pesa quanto tutti noi?” . ” Potremmo esprimere pacificamente il nostro dissenso nei momenti opportuni e nelle sedi idonee” dissero i pochi tacchini meno interessati all’ordine e alla disciplina, ma quasi nessuno li stette ad ascoltare.

    COSA POSSIAMO FARE PER FERMARLI?

    Intanto vederci venerdì 16 febbraio, alle 18,30, in piazza Maggiore

    Il finale di questa storia è ancora tutto da scrivere…

  • Terra – amministrazioni, comunità rurali e contadini discutono

    Terra – amministrazioni, comunità rurali e contadini discutono

    Diffondiamo l’incontro organizzato da Associazione Rurale Italiana, domenica 25 febbraio a San Raffaele Cimena (TO). Clicca qui per andare all’evento facebook.

  • INCONTRO “SEMI BENE COMUNE?”– CampiAperti – ARI Piemonte– Crocevia Roma

    INCONTRO “SEMI BENE COMUNE?”– CampiAperti – ARI Piemonte– Crocevia Roma

    Per capire un po’ di più, collettivamente, sulla lotta per il controllo di una delle risorse più preziose dell’umanità, dalle grandi
    multinazionali ai piccoli produttori locali.
    
    Per cominciare a confrontarci, contadini e cittadini, sulla legislazione e sugli accordi che determinano il nostro reale grado di sovranità alimentare.
    
    Per cominciare a meglio definire i nostri possibili percorsi futuri e le nostre potenzialità collettive. 
    
    INCONTRO “SEMI BENE COMUNE?”– CampiAperti – ARI Piemonte– Crocevia Roma
    
    *Bologna,* *Sabato 10 febbraio,* al *Centro Interculturale Zonarelli, Via Sacco, 14, Sala Polivalente.*
    
    *é gradita l'iscrizione *  https://doodle.com/poll/i5u77nkva84f3p4r.
    
    Programma:
    
    10-13* Confronto sugli aspetti agronomici* *nell’autoproduzione dei semi*: progetto CampiAperti—Ceccarelli e altre esperienze
    
    13-14 *Pranzo condiviso:* ognuno porta qualcosa da condividere con gli altri
    
    14-17 *Confronto sugli aspetti giuridici dei semi*: diritti di proprietà intellettuale, accordi internazionali, la registrazione dei semi da
    conservazione e altre forme di registrazione – divulgazione generale e riflessioni culturali / politiche in merito
    
    E’ possibile iscriversi a tutta la giornata o ad una sua parte.
    
  • Assemblea Generale 27/1/2018

    Assemblea Generale 27/1/2018

    Con la presente si convoca l’Assemblea Generale di Campi Aperti per la Sovranità Alimentare

    il giorno 27 gennaio 2018, presso VAG 61, via Paolo Fabbri 110, Bologna, a partire dalle ore 15.00

    per discutere il seguente ordine del giorno:

    1- ammissione delle aziende visitate

    2- individuazione referenti per visite nelle aziende che hanno presentato richiesta di accesso ai mercati di CA

    3- approvazione bilancio consuntivo 2017

    4- presentazione ipotesi di bilancio preventivo

    5- dimissioni presidente e nomina nuovo membro del consiglio direttivo

    6- Mutuo Soccorso, illustrazione proposte elaborate dall’assemblea straordinaria del 15 dicembre.

    7- definizione linee guida e nomina gruppo di lavoro per elaborazione proposta di riorganizzazione interna dell’associazione

    8- nomina di un gruppo di lavoro permanente di verifica e indirizzo del lavoro prestato dai dipendenti a favore dell’associazione.

    9- definizione di criteri per l’accesso dei soci produttori ai mercati

    10- scelta linee di indirizzo per formazione bilancio preventivo associazione.

    11 – Varie ed Eventuali

    I punti da 1 a 6 saranno trattati in plenaria, da 7 a 10 in gruppi ristretti per poi convergere in plenaria, secondo il seguente schema orario:

    h. 15,00 – inizio assemblea trattazione punti da 1 a 6 dell’odg.

    h. 16,45 – pausa di decompressione e socializzazione

    h. 17.00 – ripresa dei lavori in piccoli gruppi

    h. 18,30 – pausa di decompressione e socializzazione

    h. 18,45 – restituzione in plenaria dei lavori dei gruppi e deliberazione.

    h. 20,00 – termine assemblea, saluti e abbracci

    Al fine di rendere più sopportabile lo sforzo di concentrazione necessario a seguire i lavori con profitto, si suggerisce di portare generi di conforto (bevande, soprattutto alcoliche, cibarie di varia natura, ecc…) da condividere con il resto dell’assemblea.

  • Biologico non è abbastanza? Hai un appuntamento con “Camilla”

    Biologico non è abbastanza? Hai un appuntamento con “Camilla”

    Biologico non è abbastanza? Hai un appuntamento con “Camilla”

    Le adesioni all’Emporio di Comunità “Camilla” crescono. Se volete saperne di più, i prossimi giorni sono densi di presentazioni in giro per la città, il calendario è piuttosto fitto. Il prossimo giovedì, dalle 21 in via Marzabotto 2, il primo degli incontri di Gennaio allo spazio sociale delle 20Pietre.

    Cos’è l’emporio autogestito e solidale “Camilla”?

    Si tratta di un punto dove trovi prodotti di elevata qualità (alimenti biologici, filiere locali, prodotti equo-solidali, sfuso di qualità, cosmesi e detergenti naturali) organizzato in forma cooperativa. E’ autogestito, tutti i soci della cooperativa dedicano una quota del loro tempo alla gestione dell’emporio ed è solidale, grazie alla collaborazione di tutti. Le spese di gestione dell’emporio sono ridotte all’osso e i prezzi di vendita sono più bassi, alla portata di tutte le tasche.

    Se non siamo scesi dal pero, provate a leggere le faq di Camilla. Altrimenti venite a conoscerci agli appuntamenti perché così ne parliamo di persona.

    Il prossimo Giovedì, quindi, porta la tua pietra per costruire l’emporio di comunità insieme alle 20 pietre!

  • le prime date di lavori in aiuto alle aziende agricole colpite dal maltempo

    le prime date di lavori in aiuto alle aziende agricole colpite dal maltempo

    IL PROGRAMMA di lavori per il mutuo soccorso:

    venerdì 12 gennaio ore 8:30

    – All’az. agr. Le Cascate
    loc. Roncore, Rocca Corneta
    Lizzano in Belvedere

    info 3661789797

     per completare lo smantellamento delle due serre distrutte (mercoledì scorso il vento ha sfondato completamente anche l’altra serra nuova) dalla mattina. Abbigliamento comodo e per chi li ha avvitatori con batterie, chiavi inglesi, cagne etc.
    nelle prime due settimane di marzo (tempo e consegna dei materiali permettendo) si è previsto la rimessa in opera di 3 serre nuove e la copertura dei tunnel scoperchiati. Quindi proporremmo il fine settimana 3 – 4 marzo e 10 – 11 marzo. Se non potete in tali date, ogni altro giorno di queste settimane noi saremo là e ogni aiuto sarà ben accetto.

     

      sabato 13 gennaio dalle ore 8.30

     Fattoria Masi
    via Prunarolo 26 Sasso Marconi
    localita valle valle del Lavino

    Chiama 348 936 4572

    Riparazione serra, vestiti comodi con stivali da pioggia. Per chi le avesse portare vanga o badile. Sono sufficienti 7-8 persone. Pranzo incluso.

     

     

  • Disastri climatici: abbiamo bisogni di voi!

    Disastri climatici: abbiamo bisogni di voi!

    Campi Aperti lancia una Campagna di Mutuo Soccorso per sostenere i produttori che hanno subito ingenti danni a seguito dei violenti fenomeni atmosferici di lunedì 11 dicembre nelle aree dell’Appennino bolognese e modenese.

    Potete aiutarci sottoscrivendo una donazione con causale “Mutuo Soccorso” con un trasferimento al conto corrente dell’Associazione. Codice IBAN: IT71H0501802400000000182214, Associazione Campi Aperti per la Sovranità Alimentare, presso Banca Etica.

    Oppure con mani e braccia, oltre che cuore :), partecipando in particolare alle operazioni di smontaggio delle strutture crollate e di ripristino delle stesse ove possibile.

    Per saperne di più sui luoghi di intervento e sulla calendarizzazione degli appuntamenti, potete fare riferimento ai seguenti contatti: info[at]campiaperti.org, 347 4083255.

    Qualsiasi forma di contributo è assolutamente gradita, dalla donazione all’aiuto pratico, dalla proposta di una  diversa forma di autofinanziamento alla semplice diffusione!

    Grazie a tutt*

  • Verbale incontro gruppo formazione 20pietre lunedì 4 dicembre

    Verbale incontro gruppo formazione 20pietre lunedì 4 dicembre

    • Elena Cesari è referente per il gruppo di formazione del mercato a 20pietre.

    • Progetto scuole medie di Borgo Panigale e Castel Debole

    Elena descrive alcuni dettagli del progetto con le scuole con le quali è in essere un progetto dal titolo ……. attivato con l’Associazione ……. .

    Sono due gruppi di ragazzi difficili e con disabilità con i quali verranno fatti diversi laboratori tra cui la loro visita al mercato con il compito di realizzare un video intervistando produttori e co-produttori al mercato di 20pietre, con l’aiuto di operatori di Video Factory. Per questo progetto impostato con la partecipazione del mercato di 20p, è previsto un contributo per il mercato di 150€.

    Purtroppo solo due giorni dopo l’incontro è arrivata comunicazione che la visita al mercato da parte dei ragazzi non sarà possibile perché devono finire tutte le attività scolastiche entro le 16.30, di conseguenza si dovrà decidere come svolgere o modificare questa attività in programma.

    • Laboratori didattici e costi

    riguardo i costi dei materiali e del tempo dedicato dai produttori per lo svolgimento dei laboratori, il gruppo propone i seguenti criteri, da approvare in assemblea di mercato:

    . che i nuovi laboratori vengano proposti al costo di partecipazione di 5€ a bambino e che questo contributo venga suddiviso in parti uguali per i produttori impegnati nello svolgimento.

    . che i costi dei materiali utilizzati vengano coperti utilizzando il fondo cassa del mercato.

    Questa proposta tiene conto delle esigenze espresse da più voci nell’ultima assemblea e cioè che questa attività di formazione non vada a gravare sulla situazione economica di quelle aziende già in difficoltà chiedendo loro un esborso e che comunque, attraverso l’utilizzo della cassa del mercato per coprire i costi dei materiali, ci sia una partecipazione di tutti i produttori che ne fanno parte e che traggono un vantaggio dallo svolgimento dei laboratori che richiamano persone durante lo svolgimento del mercato.

    • Progetto Chiesa Valdese

    Il progetto è stato presentato e per il mercato sono previsti 2 cicli da 3 laboratori ciascuno da svolgere presso il mercato e 3 visite in aziende disponibili.

    L’approvazione definitiva e conferma del contributo previsto dal progetto arriverà soltanto dopo settembre 2018.

    Elena Cesari e Silvia si propongono per fare il laboratorio sul sapone, presumibilmente in aprile.

    Si invitano e si accettano proposte di altre aziende/produttori per gli altri due laboratori da inviare a Elena Cesari, referente del gruppo entro fine gennaio 2018.

    • Nuove e prossime iniziative per proseguire con i progetti di formazione sia a 20p che in tutta CA

    • Si chiede la collaborazione di tutti i partecipanti al gruppo di formazione di CA per redigere un elenco di contatti degli insegnanti che si conoscono, di qualsiasi scuola e grado, al fine di informarli dei vari progetti di formazione nascenti in CA e coinvolgerli nella presentazione dei progetti stessi (POF – Piani di Offerta Formativa), ai Direttori Didattici dei vari plessi scolastici.

    I temi proposti per i laboratori di CA sono: la sovranità alimentare, agricoltura biologica/biodinamica, saperi e sapori dell’agricoltura contadina, ecc.

    Simone di Fuori Mercato, comunica che le scuole materne hanno a disposizione un contributo di 1000€ ogni anno per progetti ad hoc, elargito dal Comune, per i quali è possibile presentare un progetto con un percorso strutturato, opportunità percorribile per portare avanti il tema della formazione anche con i più piccoli, sui temi che ci coinvolgono.

    Carla

  • Appello agli insegnanti: non portate gli studenti a Fico!

    Appello agli insegnanti: non portate gli studenti a Fico!

     

    Cari insegnanti,

    il 15 novembre 2017 a Bologna ha aperto Fico, la “fabbrica italiana contadina”. Come molti avevano previsto Fico non ha niente di contadino mentre è popolato da grandi consorzi e famosi marchi dell’agroalimentare. Fico non solo si è appropriato inopportunamente del termine “contadino” ma attraverso una potente campagna di comunicazione si propone come baluardo della promozione e della salvaguardia della biodiversità agricola italiana e della “buona agricoltura”.

    Noi di CampiAperti pensiamo al contrario che a Fico siano presenti prevalentemente realtà produttive che non fanno “buona agricoltura”: per noi non è buona agricoltura spruzzare Clorpirifos sulle mele come fa Melinda in Val di Non, così come non è buona agricoltura alimentare gli animali con mangimi OGM come fanno Grana Padano e Amadori oppure fare i dolci con uova da galline allevate in batteria come fa Balocco. Questa è l’agricoltura dominante, ma non è assolutamente la miglior agricoltura possibile.

    Se il vostro intento di insegnanti invece è quello di far conoscere agli studenti la realtà dei processi produttivi industriali allora questo non potrà essere trovato dentro Fico, perché a Fico ci sono solo rappresentazioni di laboratori artigianali, cosi come ci sono solo rappresentazioni di campi coltivati.

    Purtroppo sappiamo che Fico propone moduli formativi per le scuole e siamo molto preoccupati che le giovani generazioni a Fico imparino che quella è l’agricoltura e per di più la migliore agricoltura possibile, mentre si tratta solo di una vetrina, di un set pubblicitario molto lontano dalla realtà.

    Noi di CampiAperti sappiamo che la buona agricoltura esiste ed è la piccola agricoltura contadina biologica/biodinamica locale, sostenuta e difesa dal movimento per l’economia solidale.

    Cari insegnanti, se volete far conoscere la vera agricoltura agli studenti, che sia biologica, convenzionale, industriale, rivolgetevi alle centinaia di fattorie didattiche presenti in ogni parte d’Italia. Se invece volete far conoscere i processi agroindustriali andate nelle manifatture dove si fa la pasta, il formaggio, la salsa di pomodoro…

    Ma per favore, non portate gli studenti a Fico!

  • Comunicato Associazione Rurale Italiana sull’apertura di F.I.Co a Bologna

    Comunicato Associazione Rurale Italiana sull’apertura di F.I.Co a Bologna

    Associazione Rurale Italiana

    per la crescita della società civile, un’agricoltura contadina socialmente giusta ed un corretto utilizzo di tutte le risorse naturali rispettoso della biodiversità, attento ad una produzione ecologicamente durevole per la Sovranità Alimentare.

    Membro del Coordinamento Europeo Via Campesina

    CONTADINI, UN SUPPORTO PUBBLICITARIO?

    Il 15 novembre sono state aperte le porte di FICO, un parco dei divertimenti dell’agro alimentare made in Italy. E’ un grande progetto multimilionario animato da EATALY, COOP, società di capitali, istituti finanziari (banche, assicurazioni etc.) e grandi imprese dell’agro-alimentare. E’ un parco di circa 10 ettari alle porte di Bologna che ospiterà oltre un centinaio di aziende, una quarantina di ristoranti, due campi coltivati, serre, capi di bestiame, laboratori di trasformazione e quant’altro necessario per dare vita ad un grande centro commerciale/parco divertimenti/itinerario didattico-divulgativo-promozionale. L’opera, costata oltre 150 mln di euro di investimenti, prende forma in un’area di proprietà pubblica del valore di 55 mln di euro concessa gratuitamente dal comune di Bologna al patron di EATALY Oscar Farinetti e alla società costituita Ad Hoc per la gestione del parco.

    Le critiche mosse nei confronti di questa maxi opera in pieno stile e continuità con l’appena conclusa e fallimentare esperienza di EXPO, sono numerose e provengono da diversi fronti.

    Noi, contadine e contadini, dell’Associazione Rurale Italiana, oltre ad esprimere piena solidarietà e partecipazione nei confronti di chi in questi giorni ha contestato l’inaugurazione del mega progetto, consideriamo questo progetto inutile, dispendioso e soprattutto assolutamente incapace di dare voce e rappresentazione dell’agricoltura contadina del nostro paese.

    Essere contadini e produrre in modo contadino vuol dire valorizzare e promuovere la piccola produzione dei territori, fatta di tradizione e innovazione, conoscenza delle colture e risorse delle diverse aree del nostro paese, significa produrre in maniera solidale, stabilire un prezzo equo dei prodotti che sia rispettoso della dignità delle persone e del lavoro e capace di proporre prodotti di qualità anche per chi subisce più pesantemente la crisi economica. Produzione contadina significa alta intensità di lavoro e non di capitali e implica cura del territorio, delle sue risorse naturali al fine della tutela del patrimonio ecologico-ambientale e della biodiversità agricola. “Solo un incompetente può dire di racchiudere “tutta la meraviglia della biodiversità italiana in un unico luogo” come si legge nella propaganda di FICO, ricorda Roberto, contadino delle montagne piemontesi che recupera alla coltivazioni grani antichi.

    Non esiste nessuna Fabbrica Contadina perché le nostre vite ci appartengono e non sono merce che si fabbrica.

    I grandi attori nell’agro alimentare italiano (EATALY, COOP, Granarolo) fanno propaganda ed i governi e le istituzioni si mobilitano: vengono messi a disposizione finanziamenti, servizi di supporto, affidamento di beni e patrimonio pubblico a titolo gratuito (come se questi colossi avessero scarsi capitali da impiegare in qualsivoglia iniziativa) e applicate leggi speciali che consentono e supportano l’azione di questi operatori.

    Da anni migliaia di veri contadini di questo paese, quelli che fanno vivere oltre 700.000 aziende di piccola dimensione, attendono l’approvazione di una legge che riconosca la loro specificità, la loro funzione sociale, i loro diritti e che legittimi, riconosca e valorizzi il lavoro sia di produzione agricola che di cura del territorio, in accordo con quanto previsto dalla Costituzione Italiana.

    FICO, per noi di Associazione Rurale Italiana, è solo un’altra trovata propagandistica di chi, governando le istituzioni, si ostina a non voler conoscere e riconoscere il ruolo di veri protagonisti ad una classe, quella contadina, che nonostante i sacrifici e le vessazioni subite non si presta alla strumentalizzazione di quanti coinvolti in queste grandi opere di menzogna.

    Lanciamo la sfida a i nostri governanti presenti e futuri: se volete veramente tutelare e promuovere l’agricoltura contadina fatevi avanti per l’approvazione della legge sull’agricoltura contadina, frutto di una partecipata campagna nazionale e che giace da diversi anni in commissione agricoltura del Parlamento e riconoscere così i diritti di chi davvero in questo paese – e nel resto del Pianeta – produce la quasi totalità di quello che finisce in tavola. Una sfida che non costa soldi ma richiede solo un gesto di rispetto per la dignità di donne e uomini che sono ancora il motore più efficace di una delle grandi agricolture del mondo.

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    CONTATTI:

  • IMMAGINI E VOCI DA PIAZZA VIII AGOSTO

    “Buon compleanno CampiAperti”

    guarda il video

  • 15 anni di Campi Aperti!

    15 anni di Campi Aperti!

    Il 15 di ottobre CampiAperti sarà in piazza 8 Agosto con un grande mercato contadino per festeggiare i nostri primi 15 anni di vita e di lotta per la sovranità alimentare e la giustizia sociale. In quella giornata vorremmo che la nostra piazza fosse attraversata da tutte le realtà che abbiamo incontrato e con cui abbiamo sviluppato progetti piccoli e grandi. Pertanto vi invitiamo ad essere in piazza con noi la giornata del 15 ottobre, dall’alba al tramonto, con le vostre idee, i vostri progetti e le vostre battaglie. In totale libertà. Riserveremo spazi per chi vorrà aprire tavoli informativi, allestimenti, performance.

    Vi invitiamo anche a partecipare all’assemblea cittadina che abbiamo indetto nel pomeriggio sul tema “in difesa del territorio contro nuovi supermercati e cemento”.

    Diffondiamo i buoni semi che fanno germogliare una buona città. Vi aspettiamo!

    ****

    Programma della giornata

    Tutto il giorno:

    > grande mercato contadino con banchi dei produttori di Campi Aperti;
    > punti informativi delle realtà autogestite di Bologna;
    > proiezione fotografica sulla storia dell’Associazione e del documentario “Scarpe grosse, cervello fino”.

    10.30-13.00
    Racconti dai Campi: i contadini parlano delle loro storie, dei progetti passati e futuri e di come le proprie vite incontrano i principi che fondano Campi Aperti.

    13.00-15.00
    Pranzo in piazza: grande polentata collettiva con sughi per ogni gusto; assaggi dalle cucine casalinghe di tutti i produttori e crescentine a cura della Casa del Popolo di Ponticelli “La Casona”.

    16.00-18.00
    Assemblea per la difesa del territorio e dell’autogestione.

    18.00
    Taglio della torta !!!

    Il tema dell’assemble cittadina sarà la difesa del territorio contro nuovi supermercati e cemento. Pubblichiamo di seguito  l’appello che Campi Aperti rivolge a tutti i collettivi, associazioni, soggetti che in città riflettono e lavorano su questi temi.

    Mentre l’emergenza ambientale si aggrava con impressionante velocità, mettendo in discussione il futuro dell’umanità, i meccanismi che generano sfruttamento ed ecocidio continuano ad essere riproposti negli stessi modi da una classe politica sempre più lontana dalle reali necessità delle persone. Noi ci opponiamo a questa deriva che sottomette le nostre vite e condanna gli esseri umani all’estinzione.

    Campi Aperti per la Sovranità Alimentare invita tutti i soggetti interessati ad incontrarsi, per coordinare i cuori e le menti dei tanti che si battono per il cambiamento. Persone consapevoli che l’iniziativa non può che partire dal basso per cambiare subito e concretamente la direzione di marcia e darsi una agenda politica adeguata alle sfide epocali che i tempi ci impongono.

    Proponiamo di discutere alcuni temi fondamentali e trasversali per nuove forme di azione collettiva di ampia portata e di iniziare a lavorare collettivamente ad alcune questioni che consideriamo centrali e strategiche:

    1) costruire un’opposizione popolare vasta alla realizzazione di nuovi supermercati, centri commerciali e cementificazione speculativa come primo passo per uscire dal modello incentrato sulla Grande Distribuzione Organizzata e per avviare una transizione verso forme di produzione, distribuzione e consumo fondate sull’equità, sul rispetto e la conservazione della Terra;

    2) costruire un’opposizione popolare vasta alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, che deve restare bene comune ed essere utilizzato per il bene di tutti (verde pubblico, luoghi di libera socialità e occasioni per estendere le esperienze di autogestione, ecc.).

    Noi vogliamo impegnarci per difendere la Terra e diffondere una maggiore giustizia sociale. L’autogestione e l’azione dal basso sono le modalità che ci diamo per raggiungere i nostri obiettivi. Siamo convinti, per l’esperienza che abbiamo maturato in questi anni di incontro con la città, che le forze per cambiare le sorti che vorrebbero imporci ci sono. E che insieme possiamo dar vita ad una nuova resistenza che, a prescindere dalle istituzioni e dalle forze politiche tradizionali, generi un cambiamento radicale prendendosi cura del futuro di tutte/i.

     

  • UN EMPORIO AUTOGESTITO IN CITTÀ: INIZIA IL PROCESSO DI COSTITUZIONE DI CAMILLA SABATO 30 SETTEMBRE

    UN EMPORIO AUTOGESTITO IN CITTÀ: INIZIA IL PROCESSO DI COSTITUZIONE DI CAMILLA SABATO 30 SETTEMBRE

    UN EMPORIO AUTOGESTITO IN CITTÀ: INIZIA IL PROCESSO DI COSTITUZIONE DI CAMILLA

    Sabato 30 settembre alle ore 16 al centro Zonarelli (via sacco 14)

    Uno spazio in cui poter acquistare cibo e altri prodotti a prezzi contenuti, sostenendo un’economia più equa e sana, impegnandosi nella gestione e creando nuove relazioni e opportunità. Camilla è tutto questo, ma anche tante persone, numeri e idee che stanno per emergere in città, con la prossima costituzione di una cooperativa.
    Dal 2016 un gruppo di persone, impegnate in Alchemilla GAS e Campi Aperti, ha studiato esempi e possibilità per costituire una cooperativa che gestisca un emporio solidale, di nome Camilla.

    L’obiettivo è dare una risposta ai bisogni di chi già acquista e vende nei mercati di Campi Aperti e tramite il gruppo di acquisto Alchemilla, ma includendo anche chi per orari, prezzi e modalità non ha ancora scelto questi sistemi di acquisto. Uno spazio fisico, in cui creare economie di scala e contenere i costi grazie all’azione diretta dei soci: rappresenta un modello già sperimentato da anni in città come New York e Bruxelles, come raccontato anche dal documentario su Park Slope di prossima uscita.

    Negli ultimi mesi si sono svolti decine di incontri di presentazione e sabato 30 settembre al centro Zonarelli (Via Sacco 14, Bologna) si terrà un incontro con tutte le persone interessate, per discutere i risultati del lavoro di ricerca fatto sin qui e iniziare una fase di progettazione collettiva che porterà alla costituzione di Camilla.

    L’incontro del 30 servirà per conoscere nel dettaglio cosa sta dietro il progetto: i numeri, i prodotti e come funzionerà la cooperativa. L’appuntamento servirà anche a far crescere il numero di persone coinvolte. È infatti importante che il gruppo cresca, per la ricchezza di competenze e punti di vista, necessari per definire strategia e strumenti. Ma anche per garantire la sostenibilità e l’accessibilità economica tramite l’apporto del maggior numero possibile di soci. Durante l’incontro saranno organizzati dei tavoli tematici di approfondimento, dove si potrà anche unirsi ai gruppi di lavoro sui singoli temi. Il lavoro dei gruppi porterà alla costituzione di Camilla e per questo il tempo di tutti è l’ingrediente più prezioso!

    Alla fine dell’assemblea chi lo vorrà potrà sottoscrivere la carta degli intenti, che è già stata pubblicata sul blog di Alchemilla.

    Alchemilla GAS e Campi Aperti

    LINK utili :

    Sull’evento: https://alchemillagas.noblogs.org/post/2017/08/11/camillaincostituzione/
    Sul progetto: https://alchemillagas.noblogs.org/post/2016/05/12/camilla/

    MODULO per presenza: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScU_VBsDTDCwuncDrtR5dulryp0C6Y0okWnY7jWGVn0EcQtYw/viewform

    CARTA DEGLI INTENTI: https://alchemillagas.noblogs.org/files/2017/09/carta_intenti_Camilla_171914.pdf

    EVENTO FB : https://www.facebook.com/events/174641146413352

  • Mercoledì al Baraccano con Labas

    Il mercoledì al baraccano prosegue, come momento di autogestione e decisione tra le varie parti interessate, per portare avanti ciò che sabato si è visto sfilare per bologna, e che non deve smettere ora di pulsare…

  • Campiaperti al mercato al Baraccano!

    Come cittadini che hanno a cuore la sovranità alimentare della comunità in cui vivono e il futuro del pianeta che li ospita, chiediamo al Comune di Bologna, e alle amministrazioni coinvolte nel procedimento, di autorizzare al più presto lo svolgimento del mercato gestito dall’associazione Campi Aperti per la Sovranità Alimentare presso il Baraccano.

    Questa petizione sarà consegnata a:

    • Sindaco di Bologna
      Virginio Merola
    • Matteo Lepore

    Petizione- “Apriamo il mercato di Campi Aperti al Baraccano”


    Tutti i coproduttori che hanno piacere a raccogliere firme presso i loro conoscenti
    possono farlo tranquillamente stampandosi il modulo e consegnandolo
    compilato a un produttore del mercato che frequentano prima del 9 settembre

     

  • Appello per la manifestazione del 9 Settembre

    Appello per la manifestazione del 9 Settembre

    alle sorelle e ai fratelli delle reti di Genuino Clandestino

    ai/alle consumatori/consumatrici critici e responsabili

    al movimento dell’economia solidale

    alla Via Campesina Europa

    alle ONG che si occupano di Sovranità Alimentare

    e a tutte/i coloro che hanno l’autogestione nel cuore

    Martedì 8 Agosto è stato sgomberato brutalmente dalla polizia il centro sociale occupato Làbas e con esso il mercato contadino di CampiAperti che in quello spazio si teneva ogni Mercoledì da più di tre anni. Al mercato partecipavano 15 piccole aziende agricole biologiche e molte centinaia di cittadine e cittadini che avevano trovato in quel posto un modo alternativo di fare la spesa alimentare.

    La Procura di Bologna non ha esitato a cancellare quello che negli anni è stato costruito nell’ex caserma Masini sul tema della sovranità alimentare, sulla solidarietà tra i popoli, sulla libera socialità e su decine di progetti e attività aperti al quartiere e alla città.

    La politica della Procura e della Questura a Bologna è chiara: non esitano a impiegare personale e mezzi in abbondanza per sgomberare sistematicamente e ossessivamente gli spazi sociali e le occupazioni abitative sbattendo la povera gente per strada; non esitano a utilizzare fogli di via e ad aprire inchieste nei confronti di attivisti politici, che regolarmente finiscono in nulla ma che hanno effetti devastanti sulla vita delle persone; trascurano e abbandonano le indagini sulle stragi fasciste, come denunciato pubblicamente dai familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980.

    Questo succede a Bologna. Questo inizia a succedere in tutta Italia. Il manifestarsi di un potere poliziesco/giudiziario che sta diventando sempre più arrogante tanto da sembrare il vero governo della città, mentre la politica istituzionale sta a guardare pilatesca, succube e timorosa di finire al centro di qualche “inchiesta”.

    In questo scenario di avanzamento di forze oscure che lavorano per quella che potremmo definire “strategia della tensione del manganello”, in un contesto sociale di crescita dell’isteria, del razzismo e della frustrazione occorre reagire portando in alto la bandiera della civiltà e della solidarietà umana.

    CampiAperti chiama all’unità tutte/tutti coloro che odiano il fascismo e il razzismo per creare un fronte ampio di resistenza popolare alla deriva antidemocratica.

    Per questo invitiamo tutte/tutti ad essere presenti alla manifestazione indetta per il 9 di settembre a Bologna. Per riaprire Làbas, per riaprire Crash, per riaprire Atlantide, per difendere XM24 e per moltiplicare le esperienze di autogestione dentro e fuori Bologna.

    “Quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza diventa un dovere”

    CampiAperti

  • Comunicato di solidarietà dal Mercato Ritrovato

    Ringraziamo l’Associazione Mercato Ritrovato per il comunicato di solidarietà (che pubblichiamo qui di seguito e in allegato) con i produttori di Campi Aperti, sgomberati dall’ex Caserma Masini insieme a Labas.

    Il Mercato Ritrovato è solidale con Campi Aperti 

    per il mercato in Piazza del Baraccano

    Da oltre quindici anni nella città di Bologna esiste ed opera una importante rete di mercati di contadini e artigiani che lavorano per la promozione dell’agricoltura contadina locale, che sviluppano un’economia di relazione per far incontrare i produttori del nostro territorio con i cittadini co-produttori che cercano una produzione di qualità, e che vogliono sostenerla. Una rete formata da diverse decine di mercati di produttori che rende il territorio della nostra città metropolitana all’avanguardia nazionale su questo tema e su questa pratica.

    Anche il Mercato Ritrovato si sviluppa in questo medesimo contesto e aderisce pienamente a questo ampio movimento di mercati contadini, di cui Campi Aperti è sicuramente uno dei promotori principali, e ci riconosciamo ampiamente nei suoi principî.

    Auspichiamo dunque al più presto una positiva risoluzione che dia una piena continuità al mercato attualmente presente in Piazza del Baraccano, in seguito allo sgombero dall’ex caserma Masini del collettivo Làbas, che rappresentava e rappresenta tutt’ora un vitale e riconosciuto spazio d’incontro tra i cittadini del quartiere Santo Stefano con le aziende e le famiglie che qui trovano uno sbocco per le proprie produzioni.

    Ci appelliamo al Comune di Bologna e al Quartiere Santo Stefano, e ribadiamo la nostra piena solidarietà a Campi Aperti, perché insieme alle istituzioni locali possano trovare una piena continuità con l’attività sviluppata presso Làbas da alcuni anni, per difendere il reddito agricolo e per promuovere la biodiversità agricola, alimentare e culturale.

    Associazione Mercato Ritrovato

    comunicato solidarietà a campi aperti

  • AMIAMO LA BIODIVERSITÀ DELLE AUTORGANIZZAZIONI POPOLARI

    AMIAMO LA BIODIVERSITÀ DELLE AUTORGANIZZAZIONI POPOLARI

    I/le contadini/e biologiche/i hanno naturalmente una passione per gli ecosistemi e la biodiversità.

    E’ l’intero bosco e le infinite relazioni tra la miriade di organismi che lo popolano l’oggetto del nostro amore e non solo il singolo albero, per quanto maestoso e bellissimo possa manifestarsi. L’idea del super-organismo, della rete degli ecosistemi come espressione meravigliosa della vita sulla terra, da rispettare e accudire, è una delle concezioni più avanzate del nostro bagaglio culturale.

    Questo nostro modo di pensare si riflette anche nel nostro modo di essere e nella nostra visione del mondo e in tante considerazioni politiche che facciamo.

    CampiAperti è una realtà fatta di teste molto diverse l’una dall’altra. Malgrado questa disomogeneità abbiamo trovato il modo e l’equilibrio necessari per procedere compatti insieme e per costruire una comunità importante intorno al tema dell’autodeterminazione alimentare.

    Per cui proponiamo qualche pensiero in questa direzione, quando finalmente un vento favorevole sembra aver iniziato a spazzare un poco della cappa asfittica che gravava, e tuttora grava, sugli spazi sociali bolognesi.

    Il percorso di Crash negli ultimi anni visto da noi, dall’esterno, è stato estremamente interessante. L’aver fiancheggiato la lotta dei facchini ha rappresentato la rottura dell’omertà rispetto alle condizioni insostenibili di nuove categorie di sfruttati. L’aver promosso una realtà come Social Log ha permesso a centinaia e centinaia di persone di risolvere, seppur temporaneamente il drammatico problema della casa, e di creare una comunità pensante, resistente e combattiva sulla fondamentale questione del diritto dell’abitare.

    Le battaglie di Crash e Social Log, sono battaglie che consideriamo anche nostre perché, pur occupandoci dell’universo della produzione agricola, abbiamo delle idee sulla questione casa: siamo convinti che tutti abbiamo diritto a un tetto sotto cui vivere. Le battaglie di Crash e Social Log ribadiscono, in maniera cristallina, questo sacrosanto diritto.

    Sono ormai 15 anni che stiamo dentro XM24 e possiamo dire che conosciamo abbastanza bene questo spazio: la sperimentazione libera di libere forme di aggregazione è il motivo per cui amiamo quello spazio e lo consideriamo fondamentale per la città. La ciclofficina, la palestra popolare, la scuola migranti, l’hacklab… il mercato contadino sono idee e attività nate e cresciute nel fermento culturale di XM24 e successivamente riprese in molti altri contesti. Per cui dobbiamo essere grati a XM per aver accolto e promosso, con grande lungimiranza e generosità, questa miriade di laboratori sociali.

    Abbiamo sempre guardato alla esperienza di Atlantide come estremamente interessante anche se non abbiamo avuto il tempo e l’opportunità di sviluppare assieme qualche bel progetto. Interessante perché anche e soprattutto tra loro sventola alta la bandiera per la difesa delle diversità.

    Quando abbiamo iniziato a collaborare con Labas siamo rimasti da subito colpiti dalla grande tensione del collettivo rispetto all’apertura e alla ricerca di consenso dentro il quartiere. Questa tensione si è tradotta in una serie di azioni concrete che hanno prodotto un formidabile riconoscimento.

    Ora, dopo l’insensato sgombero, il collettivo di Labas raccoglie meritatamente i frutti abbondanti di questo intelligente lavoro.

    Tante realtà, tanti modi di fare politica, tanti punti di vista e tanti stili. Tutti importanti, nessuno più dell’altro perché tutti sono esperimenti, tentativi di trovare la strada che possa prefigurare un cambiamento sociale profondo. Questa è la tensione che ci accomuna tutte/i.

    Ma nessuno, questo è chiaro a tutte/i, ha trovato questa strada in questo drammatico momento storico.

    Quindi, nel cancan che è nato dopo gli sgomberi di Crash e Labas, ci sentiamo di fare un’esortazione a tutto il movimento bolognese: alziamo la posta e muoviamoci per riaprire tutti gli spazi sgomberati, difendere tutte le realtà che ancora resistono e rilanciare l’obiettivo di moltiplicare le esperienze di autorganizzazione popolare dentro e fuori le città.

    Impariamo a riconoscere nella diversità una ricchezza e non un occasione di distinguo e di conflitto interno. Impariamo a gestire questa ricchezza.

    Ora che i/le compagni/e di Labas hanno addosso i riflettori ci piacerebbe molto sentirli parlare dello sgombero di Crash, di Atlantide, e di tutti gli sgomberi abitativi dell’ultimo periodo. Ci piacerebbe che parlassero di XM24 nell’incontro previsto col sindaco. Pensiamo che Labas non desideri veramente “quattro mura per se in un deserto”.

    Ci piacerebbe molto che tutti gli/le attivisti/e degli spazi autogestiti di Bologna sostengano ora la causa di Labas e di Crash, non solo delle esperienze a loro più affini ma anche di quelle meno affini.

    Ci piacerebbe infine iniziare a portare avanti istanze unitarie non perché siamo uguali ma perché riconosciamo il valore della diversità contro l’omologazione imposta dal potere globale.

    Se nei prossimi mesi faremo dei passi avanti non sarà perché avremo ottenuto uno spazio in più ma perché saremo riusciti/e ad affermare in ambiti sempre più ampi la necessità di luoghi e sistemi autogestiti.

    Rifiutiamo le distinzioni che lor signori ci propongono negli editoriali dei giornali di merda.

    Difendiamo il Bosco, non il singolo albero.

    Autogestione! Resistenza!

    CampiAperti